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Padre Paolo Dall’Oglio potrebbe essere ancora vivo e potrebbe trovarsi ancora in Siria, ad al-Raqqa, proprio dove il 29 luglio 2013 fu rapito. A riaccendere le speranze sulle sorti del 64enne sacerdote gesuita, finito nelle mani dello Stato islamico per il suo impegno nel favorire il dialogo islamo-cristiano, è un articolo del Times che rivela i contorni di una trattativa – tutta da provare – tra l’Isis e le forze curdo-arabe sostenute dagli Stati Uniti.
Emissari di Daesh avrebbero offerto la liberazione di tre ostaggi in cambio di un passaggio sicuro per sfuggire all’annientamento in una delle ultime sacche di territorio, quella tra l’Eufrate e il confine iracheno, ancora sotto il controllo dei miliziani di al-Baghdadi. Secondo le fonti citate dal quotidiano britannico, oltre a Dall’Oglio, lo Stato islamico avrebbe offerto la liberazione del giornalista e fotoreporter inglese, John Cantlie, e di un’infermiera della Croce Rossa neozelandese.
Le forze curdo-siriane che guidano l’offensiva contro l’Isis nel sud-est della Siria, poche ore dopo l’uscita del Times, hanno smentito all’Ansa, che cita come fonte il portavoce delle Forze democratiche siriane (Sdf) Mustafa Ali, di essere a conoscenza dell’esistenza in vita del gesuita italiano e della sua permanenza come ostaggio nell’area ancora sotto il controllo dei jihadisti. ...continua a leggere "Padre Dall’Oglio potrebbe essere vivo. Il Times rivela che l’Isis sta trattando lo scambio di tre sequestrati"

Venticinque anni dopo la verità sull’omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin è ancora lontana. La Procura di Roma ha, infatti, formalizzato una nuova richiesta di archiviazione dell’ultima inchiesta aperta per tentare di fare luce sui misteri dell’assassinio della giornalista del Tg3 e del suo operatore, avvenuto il 20 marzo 1994 a Mogadiscio. Le indagini erano state riaperte lo scorso anno quando il gip di Piazzale Clodio, Andrea Fanelli, accogliendo un’istanza dei legali della famiglia Alpi, aveva disposto ulteriori accertamenti dai quali, però, non sarebbero emersi elementi utili per proseguire le indagini. “La decisione del Procura di chiedere una nuova archiviazione non è certo un fulmine a ciel sereno. E’ una decisione che dispiace, ma attendiamo di leggere il provvedimento per una analisi più approfondita”, ha commentato l’avvocato Giovanni D’Amati, uno dei legali dei familiari della giornalista.
La riapertura delle indagini doveva stabilire il movente e l’autore dell’assassinio, ancora oggi ignoto. In particolare il gip aveva disposto accertamenti sulla trascrizione di un’intercettazione telefonica tra due cittadini somali, nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Firenze, in cui si faceva chiaro riferimento all’omicidio Alpi-Hrovatin. ...continua a leggere "Venticinque anni dopo la verità sull’omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin è ancora lontana"

Marina PetrellaE’ scontro tra Italia e Francia sulla presenza Oltralpe di 14 terroristi italiani ancora oggi latitanti, confermata nei giorni scorsi dal Viminale, in base alle informazioni in possesso dell’Antiterrorismo e dell’Intelligence. Per Parigi è “possibile” che sia così ma la ministra della Giustizia, Nicole Belloubet, ha di nuovo ribadito di non aver ricevuto alcuna richiesta di estradizione da parte dell’Italia . “E’ un tema – ha aggiunto – su cui non ho ancora lavorato concretamente. Lo esamineremo con la massima attenzione”. Secca la smentita di Roma. “Alla Francia – afferma in una nota il ministero della Giustizia – sono state trasmesse richieste di estradizione per tutti i latitanti localizzati nel Paese. Non risponde al vero, quindi, quanto, secondo fonti di stampa, avrebbe dichiarato la ministra francese, Nicole Belloubet, a proposito dell’assenza di istanze da parte delle autorità italiane”. Via Arenula fa sapere, inoltre, che nella seconda metà degli anni ’80, l’Italia ha presentato numerose domande di estradizione, “su cui le autorità francesi non si sono mai pronunciate”. “Richieste – aggiunge il nostro ministero della Giustizia – che sono state reiterate nell’ottobre del 2002, corredate da copiosa documentazione, e che risultano tutt’ora pendenti”. Fra queste è compresa anche la domanda di estradizione mossa dall’Italia nei confronti dell’ex brigatista Marina Petrella, condannata all’ergastolo al processo Moro Ter e da anni rifugiata in Francia. ...continua a leggere "Sui terroristi ancora latitanti Parigi fa orecchie da mercante"

casimirri alessioVentisette nomi. Tanti ne contiene l’ultimo elenco dei latitanti politici, di sinistra e di destra, su cui gli investigatori dell’Antiterrorismo e gli analisti dell’intelligence hanno concentrato le loro attenzioni. La conferma del numero esatto dei target ritenuti di “primario interesse” arriva da fonti del Dipartimento della pubblica sicurezza ed è stato aggiornato dopo la cattura di Cesare Battisti. Per ragioni investigative, tuttavia, la lista completa dei nomi dei most wanted, a differenza dei latitanti della criminalità organizzata rintracciabili sul sito del Viminale, al momento non è stata resa nota, eccetto quella dei ricercati “storici”, pubblicata oggi dal ministero della Giustizia. Di questi 27 latitanti, per i quali pendono pesanti condanne passate in giudicato da anni, 12 sono quelli che tuttora si nascondono in Francia. Il resto sono sparsi nei paesi centro e sud americani, Brasile, Nicaragua, come nel caso del Br Alessio Casimirri, Perù, ma anche in Giappone, Svizzera e in altri paesi europei come Spagna e Gran Bretagna. Nell’elenco pubblicato sul sito del ministero della Giustizia compaiono 17 nomi su 27. Tra questi c’è Claudio Lavazza, ex membro dei Proletari armati per il comunismo, coinvolto, insieme a Battisti, nell’omicidio del maresciallo della Polizia Penitenziaria Antonio Santoro. ...continua a leggere "Antiterrorismo e intelligence cercano 27 latitanti politici, 12 si nascondono in Francia"