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La guerra delle frequenze

Fin dalle fasi iniziali del conflitto, le forze armate ucraine hanno adottato massicciamente ricetrasmittenti Motorola in standard DMR (Digital Mobile Radio). I modelli più utilizzati dalle forze armate di Kiev sono il Motorola DM4600/DM4601 (veicolare/fisso), il Motorola DP4400/4800 (portatile) e le stazioni ripetitrici SLR8000/SLR5500. Sistemi MOTOTRBO dotati dello stesso software di cifratura ma diversi per fattore di forma, display, numero di canali e potenza di emissione.
Lo standard delle forze armate ucraine prevede una cifratura ad alta sicurezza con chiave AES-256, in teoria non intercettabile, con decrittazione da parte del nemico stimata in diversi giorni. Il ricorso capillare a questa tecnologia ha però radici in una scelta di origine civile, non militare.
Apparecchi radio civili, come i diffusissimi modelli Motorola appena citati, non sono stati progettati per operare in teatri di guerra o in condizioni estreme. A differenza di radio militari professionali, come le costosissime L3 prodotte dalla statunitense Harris e largamente impiegate dalle forze Usa, più adatte alle zone di combattimento ma fornite alle forze ucraine in quantità tali da non garantire una copertura capillare dei contingenti.
Il dato più clamoroso emerge da un rapporto del maggio 2023 del Royal United Services Institute (RUSI), il più antico think tank di difesa al mondo. Secondo il rapporto “Meatgrinder: Russian Tactics in the Second Year of Its Invasion of Ukraine”, gli strumenti di Sigint (Signals Intelligence) e guerra elettronica russa risultano apparentemente in grado di disturbare, intercettare e decrittare in tempo reale i sistemi di comunicazione tattica Motorola con cifratura a 256 bit, ampiamente utilizzati dalle forze armate ucraine.
Lo studio cita ufficiali dell’esercito ucraino che ricordano un episodio significativo: il quartier generale russo aveva emesso un avvertimento preventivo alle proprie unità circa un imminente bombardamento di artiglieria, immediatamente dopo che le truppe ucraine avevano richiesto un attacco di fuoco via radio. Il sistema russo impiegato per queste intercettazioni è stato identificato come il jammer Torn-MDM.
La guerra elettronica russa impiega disturbatori ogni 10 km di fronte. Quando i russi non stanno intercettando il traffico, le unità ucraine segnalano che i sistemi EW russi riescono ad inibire i ricevitori delle radio Motorola fino a circa 10 km oltre la linea avanzata delle truppe nemiche, rendendo così le comunicazioni tattiche impossibili.
Un’inchiesta del dicembre 2025 di NGL.media ha rivelato i meccanismi di procurement altamente critici nel settore delle comunicazioni radio militari ucraine. Nel periodo 2024-2025, la sola Agenzia per gli Acquisti della Difesa (ADP) del Ministero della Difesa ucraino ha firmato con la società DOLYA & CO. LTD cinque contratti per la fornitura di ricetrasmittenti portatili per un valore complessivo di 380,8 milioni di hryvnie.
L’esercito ucraino continua tuttora a utilizzare radio portatili Motorola di tipo civile, una scelta considerata non ottimale dagli esperti. La società fornitrice non si limita a vendere apparati Motorola, ma produce anche propri prodotti: antenne, accessori, ripetitori e radio zaino, venduti agli stessi militari.
Il fatturato di DOLYA & CO. LTD ha registrato un’impennata significativa: da 300-500 milioni di hryvnie annui nel periodo 2014-2021 ai 3,2 miliardi di hryvnie nel 2022 e poi ai 4,8 miliardi nel 2023, prima di tornare ai livelli del 2022 nel 2024. Le richieste di NGL.media al Ministero della Difesa circa i dettagli contrattuali sono state respinte.
Il TETRA (Terrestrial Trunked Radio) è lo standard europeo per le comunicazioni radio professionali, definito dall’ETSI (European Telecommunications Standards Institute) con prima versione pubblicata nel 1995. Fu concepito specificamente per l’uso da parte di agenzie governative, servizi di emergenza (polizia, vigili del fuoco, ambulanze), personale dei trasporti e forze militari. È il sistema attualmente impiegato anche dalle forze armate e dalle forze di polizia italiane con l’utilizzo di apparecchiature Motorola, Hytera e Sepura.
Nel contesto ucraino-russo, l’impiego dei sistemi TETRA è emerso soprattutto sul fronte russo. La radio militare portatile russa R-187P1 Azart ha il waveform TETRA installato di serie, coprendo la banda 27-520 MHz. In Russia le comunicazioni TETRA usano la banda Uhf (410-430 MHz). È tecnicamente possibile caricare il software TETRA anche su alcune radio civili Motorola, creando una rete locale con utenti dotati di radio di diverse case produttrici, come nel caso dello standard DMR.
Sul fronte sicurezza, nel 2023 e nel 2025 sono emerse vulnerabilità gravi nello standard TETRA. La società di cybersecurity Midnight Blue (Amsterdam) ha scoperto cinque vulnerabilità nello standard, due delle quali critiche, denominate “TETRA:BURST”. E come abbiamo già riferito, il TETRA è il sistema radio destinato alle forze di polizia più diffuso al mondo, al di fuori degli USA, usato in più di 100 Paesi, compresa l’Italia, nonché da ONU e NATO.
In particolare, il TEA1 — algoritmo di cifratura usato nell’Air Interface Encryption (AIE) — contiene un meccanismo di riduzione che abbassa la forza crittografica da 80 a 32 bit, introdotto per rispettare i vincoli di esportazione della Convenzione di Wassenaar: ciò consente a chiunque sia in grado di rompere la cifratura e decrittare il segnale raio in meno di un minuto con un laptop. Nel 2025, Midnight Blue ha divulgato ulteriori nove vulnerabilità zero-day, tre delle quali colpiscono il livello End-to-End Encryption (E2EE).
Il fallimento dei sistemi Motorola ha accelerato lo sviluppo di soluzioni autoctone. L’Ucraina ha introdotto il portatile HIMERA G1, una radio ibrida resistente ai jammer e progettata per superare le debolezze dei sistemi Motorola. Sviluppato da Himera Tech, questo tipo di apparato radio utilizza un sistema di frequency-hopping cifrato per contrastare le interferenze generate dai jammer russi, con una potenza irradiata 245 volte inferiore a quella di Motorola, riducendo drasticamente le probabilità di rilevamento.
Nell’aprile 2025, i russi hanno avviato — attraverso le proprie forze sul campo — una intensa campagna di ricerca di radio HIMERA con l’obiettivo di sottrarle ai militari ucraini catturati per studiarle, ammettendo, di fatto, che le forze di Kiev sono riuscite a creare un sistema di comunicazione sicuro e capace di espandere le capacità tattiche delle proprie unità sul campo.
Il sistema HIMERA include quattro prodotti core: radio portatili con oltre 48 ore di autonomia operativa; ripetitori autonomi a dispiegamento immediato (testati fino a 500-800 metri di quota su palloni aerostatici in partnership con Aerobavovna); internet extender ottimizzato per alta portata in terreni difficili; ripetitori con capacità di relay internet per reti completamente wireless.
Nel 2025, il G1 PRO di HIMERA è stato integrato con il sistema di situational awareness ucraino “Kropyva”, usando il modem integrato Teneta TNT. L’azienda è pronta a produrre 100.000 radio l’anno; attualmente la produzione si attesta a circa 1.000 unità al mese. I prodotti HIMERA, nel frattempo, hanno raggiunto il mercato internazionale: nel dicembre 2024, HIMERA ha annunciato la consegna dei propri sistemi anche all’US Air Force Research Laboratory (AFRL).
Il conflitto in Ucraina si è rivelato, dunque, un banco di prova impietoso per i sistemi radio commerciali adottati in ambito militare: ha dimostrato i limiti di apparati nati per uso civile, quando esposti a guerra elettronica sistematica e sofisticata, e ha spinto verso lo sviluppo di nuove architetture mesh a bassa probabilità di intercettazione. La vicenda “TETRA:BURST” ha inoltre sollevato pesanti interrogativi strutturali sulla sicurezza degli standard radio largamente diffusi tra forze di polizia, protezione civile ed eserciti di tutto il mondo, inclusi i membri NATO.

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