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Primo Di Nicola“Dopo 40 anni siamo nelle condizioni di raccontare tutte le verità. Conte agisca reclamandole. Quella notte ci fu quasi una battaglia aerea. Lo dicono le inchieste e i tracciati radar. è arrivato il momento di un’azione decisa, affinché Francia, Stati Uniti, Libia e Nato rispondano, per intero, alle domande poste dai nostri magistrati”. Il senatore M5S, Primo Di Nicola, in questi giorni con determinazione al fianco dei familiari delle vittime del volo Itavia 870, sostiene che a 40 anni dalla strage di Ustica è arrivato decisamente il momento di aprire tutti i cassetti.

Senatore, sono passati quattro decenni da quel 27 giugno e non siamo ancora arrivati alla verità su quanto accadde al nostro Dc9?
“E temo che non ci arriveremo se le istituzione italiane, dal governo al Parlamento, non decideranno veramente di andare al cuore della verità della tragedia di Ustica aprendo tutti i cassetti e recuperando tutti i documenti sparsi, e magari occultati, nelle varie amministrazioni. E se il governo non reclamerà, con forza, dai Paesi alleati coinvolti in questa tragedia tutta la documentazione e le prove di cui ha bisogno la nostra magistratura”. ...continua a leggere "Quarant’anni di verità negate. Parla il senatore Di Nicola: Ora aprire tutti i cassetti su Ustica"

NbcSopravvivere alla pandemia del Coronavirus o portare soccorso a una popolazione assediata da Ebola? Oppure resistere a un attacco nucleare? O sgominare terroristi che usano armi batteriologiche o chimiche? A Rieti c'è una cittadella in cui esorcizzare con i fatti e non solo con le preghiere le nostre peggiori paure e dove ogni giorno avvengono operazioni, ad esempio, di trasporto in biocontenimento di contagiati. E' un capoluogo vero, in scala 1/1 compresa una stazione ferroviaria e una della metro e persino un intricato sistema fognario sotterraneo, ad altissima specializzazione: si chiama Nubich (Nucleare, biologico, chimico), è scritto anche sul cartello stradale. Qui ormai da 20 anni si impara a muoversi in scenari che purtroppo sono divenuti reali in tutto il mondo con la diffusione del Covid-19 In Europa è l'unica base di queste dimensioni, ma non è solo dall'Europa che forze armate e associazioni civili vengono a Rieti ad addestrarsi per fronteggiare i peggiori scenari. Una struttura che in questi mesi terribili ha fornito aiuto e know how, ma in maniera discreta.
Qui sono in servizio i professionisti della Scuola interforze per i quali tute, guanti e maschere ad alta protezione sono pane quotidiano. Le indossano decine di volte, ogni anno, addestrandosi a difendere e ad attaccare in ambienti ostili, non solo in caso di potenziali minacce e nemici tradizionali ma, anche, per il rischio legato all’impiego - offensivo - di agenti nucleari, biologici, radiologici e chimici. ...continua a leggere "Dal coronavirus a un attacco nucleare, biologico o chimico: così si impara a sopravvivere a Nubich"

Piero VergariTurania custodisce un prete e un segreto. Li nasconde nel silenzio dei suoi viottoli che si arrampicano fino all’unica piazzetta del paese. Ci si arriva attraverso una stradina, ripida e discreta, che sbuca proprio su piazza Umberto I. La casa dei misteri, che da qualche anno somiglia alle quattro mura di una cella di penitenza, è dentro un ex asilo comunale. Qualche stanza e un balconcino che affaccia direttamente sulla piazzetta. E monsignor Piero Vergari è ancora lì che abita. Il piccolo centro dell’alto Turano, l’ultimo comune a un passo dal confine tra Lazio e Abruzzo, è il ritiro scelto dall’anziano sacerdote. E quello che sa, le domande cui non ha mai risposto, anche quando a formulargliele, in più occasioni, è stata la giustizia terrena, probabilmente, se ne andrà con lui.
Don Piero recita da anni una parte, fedele a Cristo ma anche a un copione pagano. Lo stesso recitato, fino all’ultimo, da Carla Di Giovanni. Non un nome qualunque, il suo. Era la moglie di “Renatino” De Pedis, il boss della Banda della Magliana, ucciso a Roma, con un colpo di pistola in via del Pellegrino, nel ‘90. Se n’è andata nei giorni scorsi, a 70 anni, dopo una lunga malattia. E i due, il prete di paese e la moglie dell’uomo chiave della più potente holding criminale di tutti i tempi, di segreti ne conoscevano e ne condividevano molti. ...continua a leggere "I segreti inconfessabili di monsignor Vergari"

Oltre 330 milioni di euro. Ammonta a tanto il risarcimento, stabilito il 22 aprile da una sentenza della Corte d’Appello di Roma, che lo Stato dovrà pagare alla compagnia aerea Itavia (oggi in amministrazione straordinaria) proprietaria del Dc-9 precitato il 27 giugno di 40 anni fa al largo dell’isola di Ustica, mentre da Bologna andava a Palermo (81 le vittime tra passeggeri e membri dell’equipaggio). Secondo i giudici del tribunale civile di Roma, chiamati a quantificare il danno dalla Cassazione, i ministeri della Difesa e dei Trasporti dovranno risarcire anche il danno aggiuntivo subito dalla compagnia calabrese che, subito dopo il disastro – che fu causato, con ogni probabilità, da un missile che colpì per errore l’aereo civile italiano – perse le concessioni e nel giro di qualche mese fu costretta a dichiarare il fallimento.
Nel 2018 la Cassazione aveva dichiarato inammissibile il ricorso con il quale i due dicasteri avevano contestato di essere responsabili della caduta del Dc-9 – per “omessa attività di controllo e sorveglianza della complessa e pericolosa situazione venutasi a creare nei cieli di Ustica” – nell’ambito della causa civile intentata, anni prima, dai commissari straordinari delle Aerolinee Itavia Spa e dagli eredi del patron della compagnia, Aldo Davanzali. ...continua a leggere "Maxi risarcimento per l’Itavia. Lo Stato dovrà pagare alla compagnia 330 milioni"