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"La notte non dormo per pensare a come sistemare i danni, ho ancora un po' di tempo davanti e mi batterò perché io non debba ricordare la demolizione della mia casa, perché il ferro non crolla". Alberto Tilesi, 83 anni, di mestiere faceva il fabbro, per questo nel 1966 decise di utilizzare proprio il ferro per costruire una casa antisismica, ad Amatrice. Scheletro, balconi e soffitti in ferro, perché l'artigiano desiderava un tetto davvero sicuro dove abitare. Aveva ragione. Tant'è che il 24 agosto dello scorso anno, quando il terremoto è arrivato e ha raso al suolo Amatrice, lui e i suoi familiari sono usciti indenni da quella casa. "Non abbiamo fatto neppure un giorno di ospedale - racconta il fabbro all'edizione reatina del Messaggero di oggi tornando con la memoria alla notte del sisma -, ricordo che abbiamo percorso scalzi e al buio il corridoio cosparso di vetri dei quadri rotti e incredibilmente non ci siamo neppure tagliati". La palazzina di due piani, tutta in ferro e fatta a mano, si trova, ancora oggi, in via Costanzo Angelini, accanto a ciò che rimane dell'Hotel Roma che, invece, quella notte è venuto giù in un attimo. Ha subito "danni facilmente riparabili", dice l'anziano fabbro della sua casa, soprattutto alle tamponature esterne, ma il resto, l'anima in ferro, ha retto alla furia del terremoto. ...continua a leggere "Alberto e la casa in ferro, non la abbattete"

Dopo la doppia inchiesta aperta dalla Procura di Genova, che sta muovendo i primi passi, anche la Procura di Siena, per la terza volta, torna a indagare (con due fascicoli al momento a carico di ignoti) sulla misteriosa morte di David Rossi, l’ex capo della comunicazione di Banca Monte dei Paschi, volato giù dalla finestra del suo ufficio a Rocca Salimbeni, il 6 marzo di quattro anni fa. Troppo lungo per arrendersi, secondo i suoi familiari, l’elenco degli interrogativi che riguardano sia la morte del giornalista sia i gravi errori commessi nella fase iniziale delle indagini di cui, tra l’altro, si sta occupando anche il Csm.
Ad aggiungere importanti tasselli, che hanno sollecitato le due procure a tornare a indagare su quanto accaduto quella sera – nel caso di Genova sono stati già invitati a comparire gli allora vertici della Banca e altri testimoni mai ascoltati prima – è stata un’inchiesta de “Le Iene”, curata da Antonino Monteleone che a Formiche.net annuncia che continuerà a lavorare su questo caso perché ci sono “fatti ancora inediti”.
Sei puntate, ascolti record, una storia torbida che rischiava di essere dimenticata e che, invece, è tornata a galla grazie al tuo impegno e a quello di Davide Vecchi, che alla stessa vicenda ha dedicato un libro. ...continua a leggere "Che cosa ho scoperto sulla morte di David Rossi. Parla Monteleone (Le Iene)"

La probabile nuova inchiesta sulla morte di David Rossi, l’ex capo della comunicazione del Monte dei Paschi di Siena, volato giù dalla finestra del suo ufficio a Rocca Salimbeni, il 6 marzo di quattro anni fa, avrebbe bisogno di nuove indagini, ma, forse, anche di lasciare la città del Palio. E’ quello che si chiedono alcuni osservatori in questi giorni dopo una trasmissione tv e l’uscita di un libro. La morte di Rossi, non proprio esente da dubbi, come, invece, la descrivono le indagini fin qui compiute, era finita in un angolo buio, come vicolo di Monte Pio. Un vicolo tornato a illuminarsi solo grazie a un’inchiesta del programma “Le Iene”. E per rendersi conto di quanto, finora, non è stato fatto per arrivare alla verità – possibilmente rispondendo alla domanda: Rossi è stato ucciso o si è ucciso? – basta leggere, proprio sul sito de “Le Iene”, le carte della doppia inchiesta. Sul caso David Rossi c’è anche un libro molto recente, scritto dal giornalista Davide Vecchi e pubblicato da Chiarelettere che si concentra proprio su quanto doveva essere fatto e non è stato fatto. Gli accertamenti avviati nell’ambito dei due fascicoli aperti dalla Procura di Siena e poi archiviati, nel 2013 e nel 2017 dallo stesso tribunale del capoluogo toscano, non solo non sono serviti a fare luce sul caso Rossi ma hanno restituito un elenco di pesanti interrogativi che riguardano sia la morte dell’ex capo della comunicazione del Monte dei Paschi di Siena sia, soprattutto, i gravissimi errori commessi nella fase iniziale delle indagini. ...continua a leggere "Mps, cosa non torna davvero nel caso della morte di David Rossi"

Il generale Pasquale Angelosanto è il nuovo comandante del Raggruppamento operativo speciale (Ros), l’élite investigativa dell’Arma dei Carabinieri. Angelosanto ha preso il posto del generale Giuseppe Governale che da due anni era alla guida della struttura anticrimine dell’Arma. Governale lascia in eredità al Ros importanti indagini sul fronte del contrasto della corruzione e della criminalità organizzata, ma anche del terrorismo di matrice jihadista e dell’eversione interna. Governale, contestualmente, è stato nominato direttore della Direzione investigativa antimafia (Dia), incarico finora ricoperto dal generale della Guardia di Finanza, Nunzio Antonio Ferla.
Angelosanto, 58 anni, approda al Ros dopo aver comandato per due anni il terzo Reparto del Comando generale dei Carabinieri che si occupa di informatica, telecomunicazioni, sistemi telematici, armamento ed equipaggiamenti speciali. La sua carriera è ricca di importanti incarichi, tutti in ambito operativo e soprattutto investigativo.
Dopo aver frequentato l’Accademia militare di Modena e la Scuola ufficiali Carabinieri di Roma, ha svolto numerosi incarichi in seno allo stesso Raggruppamento operativo speciale e nei reparti territoriali particolarmente impegnati nella lotta al crimine organizzato. ...continua a leggere "Chi è Pasquale Angelosanto, il nuovo comandante del Ros"