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NocsNiente ferie, niente permessi e reperibilità continua. Gli uomini dei reparti speciali italiani, il Nocs della Polizia di Stato e il Gis dell’Arma dei Carabinieri, insieme ai nuclei antisabotaggio della Guardia di finanza, agli artificieri e alle teste di cuoio di Marina e Esercito, sono in stato di massima allerta. Dopo gli attentati di Parigi e in vista del Giubileo sono state intensificati, in particolare, le esercitazioni e il raccordo con l’intelligence per analizzare ogni possibile scenario.
Gli uomini del Nucleo operativo centrale di sicurezza della Polizia, come i colleghi del Gruppo di intervento speciale dei Carabinieri, sono addestrati per portare a termine operazioni ad alto rischio, come la liberazione di ostaggi, le irruzioni in ogni ambiente per la cattura di criminali e terroristi, la protezione di alte personalità istituzionali in particolari situazioni di pericolo e la tutela di personalità straniere in visita in Italia.
Gli operatori dei due reparti speciali sono in grado di intervenire, con il supporto di mezzi terrestri, aerei e navali, su tutto il territorio nazionale nell'arco di poche ore. Team specializzati sono stati dislocati su tutto il territorio nazionale, in particolare a Roma e Milano, ma anche nei principali scali marittimi e aeroportuali. ...continua a leggere "Giubileo: come funzionano i nostri reparti speciali"

Attentati ParigiUna bomba fai da te. Facile da sintetizzare, col materiale necessario che si trova al supermercato e dal ferramenta. Il resto è in Rete, dove è possibile rintracciare decine di video e documentazione molto dettagliata per assemblare, in casa, un micidiale ordigno. Stiamo parlando del perossido di acetone triciclico, il composto chimico altamente esplosivo e anche molto instabile, meglio noto come Tatp, utilizzato negli attentati terroristici di Parigi al teatro Bataclan e allo Stade de France.
Bianco e inodore, si presenta sotto forma di cristalli. Una polverina dall’elevata capacità esplosiva, talmente tanto che anche piccole quantità possono detonare creando danni ingenti. Il Tatp è anche molto sensibile al calore e agli urti, così da renderlo altamente pericoloso anche nelle fasi di preparazione e trasporto. Per sintetizzare il Tatp basta mescolare acido solforico o cloridrico o muriatico, perossido di idrogeno - il nome scientifico dell’acqua ossigenata -, acetone per le unghie e bicarbonato. ...continua a leggere "Tatp, l’esplosivo fai da te dei kamikaze di Parigi"

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segretoPotrebbero essere non più di dieci casi, parte dei quali ormai noti. Parliamo di segreti di Stato: dal Piano Solo del ’64 al sequestro dell’Imam di Milano Abu Omar del 2003. Una manciata di fattacci in cui l’esecutivo ha deciso di classificare, con il massimo grado di riservatezza, documenti, luoghi, circostanze e protagonisti su cui la magistratura aveva avviato delle indagini. Dal 2011, con il decreto contenente le disposizioni per la tutela amministrativa del segreto, esiste anche un inventario degli omissis di Stato presso l’Ufficio centrale per la segretezza. Ed è lì che sono conservati i fascicoli top secret della nostra Repubblica. L’ultimo vincolo lo ha imposto il premier Mario Monti, rinnovando, per la terza volta consecutiva, dopo Berlusconi e Prodi, il segreto sulla vicenda Abu Omar. A pagarne le conseguenze è la Corte d’Appello di Milano dove è di nuovo sotto processo l’ex numero due del Sismi, Marco Mancini, imputato, insieme ad altri 007 dell'intelligence militare, per il pasticcio del sequestro dell’Imam della moschea di viale Jenner, compiuto dalla Cia il 17 febbraio 2003.
LA LISTA DEGLI OMISSIS. L’ultima scansione dei segreti ancora in vita l’ha compiuta il Comitato di controllo sull'attività dei Servizi segreti, sotto la presidenza di Massimo D’Alema. Nella relazione trasmessa al Parlamento il 25 gennaio scorso il Copasir conferma, infatti, di aver ricevuto da Palazzo Chigi la lista dei segreti di Stato tuttora pendenti, «per tre dei quali, trascorso il termine di quindici anni, è stata disposta la proroga fino a trent'anni». Sono tre vicende diventate segrete intorno al '97 e, perciò, per sapere di cosa si tratta sarà necessario attendere il 2027. La relazione contiene, inoltre, anche un elenco di segreti di Stato apposti da Palazzo Chigi o da altre autorità ministeriali «della cui esistenza il Comitato parlamentare è venuto a conoscenza per la prima volta in questa occasione». ...continua a leggere "La Repubblica dei segreti"

6742Aldo Giannuli, attento studioso del mondo dell’intelligence, nel suo ultimo libro, Come i servizi segreti usano i media (Ponte alle Grazie, 236 p. 13,50 euro), non ha dubbi: se il flusso delle telecomunicazioni si arrestasse improvvisamente, per una qualsiasi ragione, la nostra società cesserebbe istantaneamente di funzionare (dai trasporti alle banche, dalle borse agli ospedali, dalla distribuzione commerciale alla produzione industriale). È lo scenario peggiore che la mente umana, moderna, possa immaginare: un blackout, ovviamente doloso, capace di mettere ko telefoni, internet, stazioni radiotelevisive, treni, aerei, energia, acquedotti e tutto ciò che ha bisogno di sequenze di bit per funzionare. Un timore, non proprio infondato, che sta spingendo tutti i governi - compreso quello italiano - ad accrescere la propria capacità di difesa dei confini “virtuali” e del cyberspazio, schierando super esperti di informatica al posto della fanteria. Una scommessa che impegna, in prima linea, proprio l’intelligence, civile e militare, chiamata a mutare la propria missione in funzione di nuove e più complesse minacce. Non a caso, Gianni De Gennaro, attuale sottosegretario con delega ai Servizi segreti, ripete in ogni occasione che il cybercrime - cioè il terrorismo informatico e ogni forma di crimine in rete - è già una minaccia reale e concreta per la sicurezza dello Stato. «I nostri servizi segreti - ha detto l’ex capo del Dis parlando la scorsa settimana agli studenti dell’Università di Camerino - oggi si trovano ad affrontare sfide molto diverse. Ci sono ancora pericoli tradizionali, come il terrorismo, ma il compito dei servizi segreti non riguarda soltanto la difesa del territorio, la difesa del Paese, perché, nel mondo globalizzato, la missione non è la difesa di tipo militare, ma la difesa dei mezzi economici e della reti informatiche». ...continua a leggere "Cybercrime, ecco la guerra 2.0"