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Giorgio PietrostefaniI nostri dieci ex brigatisti, alcuni dei quali autori di azioni scritte con il sangue nelle pagine della storia Repubblicana, resteranno, almeno fino a gennaio, ancora in Francia, dove erano latitanti da anni – protetti dalla cosiddetta dottrina Mitterrand – e dove ora sono in libertà vigilata o ricoverati in ospedale.
La Chambre de l’Instruction della Corte d’Appello di Parigi ha, infatti, rinviato ogni decisione sulla loro estradizione al 12 gennaio 2022. Di buono, per la giustizia italiana, c’è che la stessa Corte ha contestualmente bocciato la richiesta di incostituzionalità che era stata presentata dalle difese dei dieci, quasi tutti Br, arrestati a Parigi il 28 aprile nel corso di un’operazione condotta dalla Polizia italiana e dall’antiterrorismo francese.
Il rinvio, per quanto se ne sa, è legato alla necessità di completare l’iter di estradizione, per ultimare il quale la Corte d’Appello ha formalizzato ulteriori richieste di informazioni all’Italia. L’avvocato della maggior parte degli imputati, Ire’ne Terrel, ha detto all’Ansa che il non accoglimento della richiesta di incostituzionalità “era previsto” e lamentato che i tempi, lasciati alla difesa per l’esame dei dossier che dovranno arrivare dall’Italia entro il 5 dicembre, sono troppo ristretti. ...continua a leggere "Ex brigatisti arrestati in Francia, Parigi rinvia la decisione sulle estradizioni"

Marina PetrellaE’ scontro tra Italia e Francia sulla presenza Oltralpe di 14 terroristi italiani ancora oggi latitanti, confermata nei giorni scorsi dal Viminale, in base alle informazioni in possesso dell’Antiterrorismo e dell’Intelligence. Per Parigi è “possibile” che sia così ma la ministra della Giustizia, Nicole Belloubet, ha di nuovo ribadito di non aver ricevuto alcuna richiesta di estradizione da parte dell’Italia . “E’ un tema – ha aggiunto – su cui non ho ancora lavorato concretamente. Lo esamineremo con la massima attenzione”. Secca la smentita di Roma. “Alla Francia – afferma in una nota il ministero della Giustizia – sono state trasmesse richieste di estradizione per tutti i latitanti localizzati nel Paese. Non risponde al vero, quindi, quanto, secondo fonti di stampa, avrebbe dichiarato la ministra francese, Nicole Belloubet, a proposito dell’assenza di istanze da parte delle autorità italiane”. Via Arenula fa sapere, inoltre, che nella seconda metà degli anni ’80, l’Italia ha presentato numerose domande di estradizione, “su cui le autorità francesi non si sono mai pronunciate”. “Richieste – aggiunge il nostro ministero della Giustizia – che sono state reiterate nell’ottobre del 2002, corredate da copiosa documentazione, e che risultano tutt’ora pendenti”. Fra queste è compresa anche la domanda di estradizione mossa dall’Italia nei confronti dell’ex brigatista Marina Petrella, condannata all’ergastolo al processo Moro Ter e da anni rifugiata in Francia. ...continua a leggere "Sui terroristi ancora latitanti Parigi fa orecchie da mercante"

strasburgoGridava Allah Akbar, imbracciava un fucile automatico e mirava alla testa. E’ quello che si sa di Chérif Chekatt, il 29enne di origini nordafricane, nato e vissuto nel cuore dell’Europa, che martedì sera, prima di dileguarsi nel nulla, ha aperto il fuoco ai mercatini di Natale di Strasburgo uccidendo 3 persone (un turista thailandese, un francese e un turco) e ferendone altre 13. Tra loro un giornalista italiano che ora lotta tra la vita e la morte. Poi avrebbe preso un taxi e forse avrebbe lasciato il paese, diretto in Germania, senza passare per la sua abitazione, nel quartiere di Neudorf, vicino al centro di Strasburgo, dove solo poche ore prima la polizia lo aveva cercato, per l’ennesima volta, trovando al suo posto documenti, armi e munizioni. Chekatt era tutt’altro che sconosciuto alle autorità francesi, sia come criminale comune (è stato condannato 27 volte) sia come soggetto “radicalizzato”, cioè schedato con Fiche S, che nel gergo dell’antiterrorismo vuol dire pericoloso per la sicurezza nazionale. Il suo nome, fin dal 2016, era inserito nell’elenco Fsprt che scheda i soggetti radicalizzati e da tenere sotto stretta sorveglianza. Una scheggia impazzita che ha maturato odio per l’Occidente durante le detenzioni, molto prima di decidere di attaccare la Francia e l’Europa, portando a termine un’azione perfetta e meditata, nonostante il killer nella fuga sia rimasto ferito e sia più volte sfuggito per un soffio alla cattura. ...continua a leggere "Caccia all’uomo a Strasburgo. L’autore dell’attentato ai mercatini di Natale è ancora ricercato"

Mentre le forze della coalizione guidata dagli Stati Uniti si apprestano a lanciare l’offensiva su al-Raqqa, la città siriana, roccaforte di Daesh, nei giorni scorsi una sola voce si è levata, quella di don Francesco Soddu, direttore di Caritas italiana, per ricordare che proprio lì, da quasi quattro anni, potrebbe trovarsi ancora prigioniero dell’Isis padre Paolo Dall’Oglio.
Del gesuita romano, rapito il 29 luglio 2013, nella terra che per anni lo aveva visto impegnato in difesa dei più deboli, non si sa più nulla da mesi. L’intelligence italiana non ha mai smesso di cercarlo, ma a quasi quattro anni di distanza di padre Dall’Oglio non si hanno notizie né certezze se sia ancora vivo.
Ad ottobre 2015, Rami Abdurrahman, direttore dell’Osservatorio siriano per i diritti umani (Ondus) aveva dichiarato al quotidiano Asharq al Awsat, citando la testimonianza di due ex miliziani dell’Isis, che il 63enne gesuita era stato visto due mesi prima a Raqqa, confermando le parole di monsignor Louis Raphael I Sako, patriarca dei Caldei, che allo stesso modo aveva lasciato intendere che Dall’Oglio fosse ancora vivo ma in mano a Daesh. ...continua a leggere "Il punto sulla vicenda di padre Paolo Dall’Oglio"