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Un piccolo esercito è, ancora oggi, impegnato nei comuni colpiti dal sisma del 24 agosto 2016. Sono 360 gli uomini e le donne dell’Esercito che stanno operando, anche con l’impiego dei mezzi speciali del Genio, nei comuni delle Marche (Arquata del Tronto, Castelsantangelo sul Nera, Visso, Sarnano e Montegallo), del Lazio (Amatrice e Accumoli) e Abruzzo (Campotosto). I militari sono impegnati, soprattutto, nelle operazioni di demolizione di edifici e rimozione delle macerie, ma anche in attività di vigilanza e supporto alle popolazioni. Solo nell’ultimo anno, ha fatto sapere nei giorni scorsi lo Stato Maggiore dell’Esercito fornendo un bilancio delle attività operative, in tutto il cratere sono stati demoliti 602 edifici danneggiati dal sisma e rimosse oltre 150mila tonnellate di macerie. L’Esercito continua a garantire anche i servizi di vigilanza nei paesi e nei borghi disabitati per prevenire atti di sciacallaggio, laddove non si è ancora intervenuti per rimuovere le macerie, come nel caso di molte frazioni di Amatrice e Accumoli. L’impegno dei militari nelle aree terremotate ha riguardato anche l’emergenza neve, in particolare nell’inverno del 2017, e ha visto impegnati mediamente circa 1500 militari e 550 mezzi (tattici, speciali del Genio e commerciali), con un picco massimo di circa 2500 militari e circa 990 mezzi. ...continua a leggere "Macerie da rimuovere e vigilanza nelle frazioni isolate: c’è l’Esercito"

La sequenza sismica dell’Italia centrale non può definirsi esaurita. Ancora oggi, a due anni dalla prima scossa tellurica - quella di magnitudo 6.0 che alle 3 e 36 del 24 agosto 2016 colpì Accumoli, Amatrice e Arquata del Tronto - i sensori della rete sismica dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) continuano a registrare 30 scosse al giorno, la maggior parte inferiori a 2.0. Dunque, dicono i sismologi, tecnicamente «la sequenza non può considerarsi conclusa, anche se certamente il numero e la magnitudo degli eventi è diminuito notevolmente negli ultimi mesi».
Il bilancio dell’Ingv arriva nei giorni dell’anniversario del sisma che, nel versante reatino, oltre a cambiare la geografia di un ampio territorio da sempre ad alto rischio, ha lasciato dietro di sé 239 vittime tra Accumoli e, soprattutto, Amatrice. L’area interessata dalla sequenza sismica si estende, includendo anche gli eventi di magnitudo 5.9 del 26 ottobre 2016 a Visso e 6.5 del successivo 30 ottobre a Norcia, per circa 80 chilometri lungo l’Appennino centrale. Una lunga ferita che va da Camerino a L’Aquila.
Complessivamente, là sotto, l’Ingv, in ventiquattro mesi, ha registrato ben 93mila eventi sismici. «Un grande numero, mai riscontrato in Italia, - ha detto il presidente dell’Ingv, Carlo Doglioni - che ha mobilizzato un’area di oltre mille chilometri quadrati». ...continua a leggere "La terra trema ancora 30 volte al giorno"

A due anni dal sisma di Accumoli e Amatrice solo una manciata di inchieste giudiziarie avrà un futuro. La Procura di Rieti aprì un centinaio di fascicoli a carico di ignoti, quasi uno per ogni edificio raso al suolo, con l’obiettivo di fare luce sui crolli della notte del 24 agosto 2016, soprattutto nei casi in cui il sisma aveva fatto vittime o c’erano evidenti elementi su cui indagare (strutture moderne, carenze strutturali o ristrutturazioni sospette). Ventiquattro mesi dopo sono una dozzina le inchieste che hanno passato il vaglio di un pool di magistrati e consulenti. Le restanti, oltre l’85 per cento, sono state archiviate. E tra queste ci sono anche quelle che riguardavano i crolli parziali della scuola Capranica di Amatrice, su cui indagò anche Anac e Finanza, e dell’Istituto Don Minozzi. Per ora, in vista, ci sono solo due processi.
Il 24 settembre inizierà il dibattimento per il crollo della torre campanaria di Accumoli, che causò la morte dell’intera famiglia Tuccio (padre, madre e due bambini). Sette gli imputati, omicidio colposo e disastro colposo le accuse. Tra loro c’è anche l’attuale sindaco di Accumoli, Stefano Petrucci, ma anche l’allora Rup del progetto di ristrutturazione, l’architetto Pier Luigi Cappelloni, il collaudatore, l’architetto Mara Cerroni, i progettisti e direttori dei lavori, l’ingegnere Alessandro Aniballi e l’architetto Angelo Angelucci, il geometra Giuseppe Renzi e l’ingegner Matteo Buzzi, tecnico incaricato dalla Curia di Rieti. ...continua a leggere "Terremoto, cento i fascicoli d’indagine aperti. Due soli processi pronti a iniziare"

Sergio Pirozzi c'è. E' nella sua Amatrice nelle ore del silenzio e del ricordo. Gira in pantaloncini e la polo tricolore del Dipartimento della Protezione civile, la stessa delle ore in cui c'era da scavare tra le macerie. Due pacchetti di Camel in mano "per domani, perché sarà tutto chiuso per lutto". Il cellulare che squilla in continuazione, lunghi abbracci e strette di mano a chiunque lo incontra in uno dei due centri commerciali realizzati per accogliere i negozi delocalizzati dal centro storico che non c'è più. Per l'anniversario sono venuti a trovarlo anche alcuni ragazzi di Gemona, uno dei comuni friulani colpiti dal sisma del 1976, "perché - dice Pirozzi all'ANSA - chi ha subìto un terremoto terribile si ritrova sempre in questi momenti". L'ex sindaco, oggi consigliere alla Pisana, dove presiede la commissione grandi rischi, protezione civile e ricostruzione, nonostante gli impegni romani, non ha abbandonato la sua terra, vive le gioie e i dolori della sua comunità come quando era chiuso, giorno e notte, nel suo ufficio in Comune da 'sfrattato a tempo'. Il ricordo torna a quella notte di due anni fa, quando uscendo dalla sua abitazione, a due passi dalla chiesa di Sant'Agostino e alle porte di Corso Umberto I, non c'era più nulla. "Sarà una notte particolare - aggiunge l'ex sindaco -, una notte di ricordi. La notte che ha segnato lo spartiacque tra due vite. ...continua a leggere "Pirozzi, se non c’è scatto è dura ricostruire"