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Alessio CasimirriI target ritenuti di “primario interesse” erano ventisette, secondo l'elenco dei latitanti politici, rossi e neri, fatto stilare dall'allora Guardasigilli, Alfonso Bonafede, nel 2019, in occasione dell'arresto dell'ex terrorista dei Pac, Cesare Battisti. Ora, dopo l'ultima operazione condotta nelle scorse ore dall'antiterrorismo a Parigi, ne restano da rintracciare 20, tre dei quali sono sfuggiti alla cattura proprio nei giorni scorsi. Ma il numero di latitanti politici, più rossi che neri, su cui almeno due generazioni di investigatori e analisti dell'intelligence si sono finora concentrate, potrebbero essere molti di più. Sono tutti condannati in via definitiva, come lo era Battisti, per associazione sovversiva, banda armata, omicidio e strage. E almeno 20 di questi, come ha dimostrato la meticolosa operazione condotta dalla Polizia a Parigi, si trovano in Francia, il Paese che più di ogni altro – grazie alla cosiddetta dottrina Mitterrand – ha accolto chi aveva imbracciato un mitra per fare politica negli anni Settanta e Ottanta. Poi c’è Nicaragua, Brasile, Argentina, Cuba, Libia, Angola, Algeria e Svizzera. ...continua a leggere "Quanti sono e chi sono i terroristi italiani ancora latitanti"

Marina PetrellaE’ scontro tra Italia e Francia sulla presenza Oltralpe di 14 terroristi italiani ancora oggi latitanti, confermata nei giorni scorsi dal Viminale, in base alle informazioni in possesso dell’Antiterrorismo e dell’Intelligence. Per Parigi è “possibile” che sia così ma la ministra della Giustizia, Nicole Belloubet, ha di nuovo ribadito di non aver ricevuto alcuna richiesta di estradizione da parte dell’Italia . “E’ un tema – ha aggiunto – su cui non ho ancora lavorato concretamente. Lo esamineremo con la massima attenzione”. Secca la smentita di Roma. “Alla Francia – afferma in una nota il ministero della Giustizia – sono state trasmesse richieste di estradizione per tutti i latitanti localizzati nel Paese. Non risponde al vero, quindi, quanto, secondo fonti di stampa, avrebbe dichiarato la ministra francese, Nicole Belloubet, a proposito dell’assenza di istanze da parte delle autorità italiane”. Via Arenula fa sapere, inoltre, che nella seconda metà degli anni ’80, l’Italia ha presentato numerose domande di estradizione, “su cui le autorità francesi non si sono mai pronunciate”. “Richieste – aggiunge il nostro ministero della Giustizia – che sono state reiterate nell’ottobre del 2002, corredate da copiosa documentazione, e che risultano tutt’ora pendenti”. Fra queste è compresa anche la domanda di estradizione mossa dall’Italia nei confronti dell’ex brigatista Marina Petrella, condannata all’ergastolo al processo Moro Ter e da anni rifugiata in Francia. ...continua a leggere "Sui terroristi ancora latitanti Parigi fa orecchie da mercante"

casimirri alessioVentisette nomi. Tanti ne contiene l’ultimo elenco dei latitanti politici, di sinistra e di destra, su cui gli investigatori dell’Antiterrorismo e gli analisti dell’intelligence hanno concentrato le loro attenzioni. La conferma del numero esatto dei target ritenuti di “primario interesse” arriva da fonti del Dipartimento della pubblica sicurezza ed è stato aggiornato dopo la cattura di Cesare Battisti. Per ragioni investigative, tuttavia, la lista completa dei nomi dei most wanted, a differenza dei latitanti della criminalità organizzata rintracciabili sul sito del Viminale, al momento non è stata resa nota, eccetto quella dei ricercati “storici”, pubblicata oggi dal ministero della Giustizia. Di questi 27 latitanti, per i quali pendono pesanti condanne passate in giudicato da anni, 12 sono quelli che tuttora si nascondono in Francia. Il resto sono sparsi nei paesi centro e sud americani, Brasile, Nicaragua, come nel caso del Br Alessio Casimirri, Perù, ma anche in Giappone, Svizzera e in altri paesi europei come Spagna e Gran Bretagna. Nell’elenco pubblicato sul sito del ministero della Giustizia compaiono 17 nomi su 27. Tra questi c’è Claudio Lavazza, ex membro dei Proletari armati per il comunismo, coinvolto, insieme a Battisti, nell’omicidio del maresciallo della Polizia Penitenziaria Antonio Santoro. ...continua a leggere "Antiterrorismo e intelligence cercano 27 latitanti politici, 12 si nascondono in Francia"

Alessio CasimirriIl governo intende porre fine alla trentennale latitanza di Alessio Casimirri, uno dei nove brigatisti che il 16 marzo 1978 partecipò al sequestro di Aldo Moro e alla mattanza di via Fani. La notizia è arrivata proprio mentre il capo dello Stato stava deponendo una corona nel giorno del ricordo della strage in cui persero la vita gli agenti della scorta di Aldo Moro.
Casimirri, nome di battaglia “Camillo”, insieme con Alvaro Lojacono è considerato l’ultimo “irriducibile” da catturare. Nel 1980 si è dissociato dalle Br, due anni dopo ha lasciato l’Italia prima verso la Francia, poi Cuba, Panama e infine il Nicaragua dove ha continuato per qualche anno la lotta armata unendosi al Fronte Sandinista di liberazione nazionale.
Nel 1985 è arrivata la condanna all’ergastolo per i fatti di via Fani, per lui, per la sua ex moglie, Rita Algranati, e per lo stesso Lojacono. Da allora Casimirri - che oggi ha 64 anni e non ha mai scontato un giorno di prigione - è considerato dalla giustizia italiana un latitante ricercato in ambito internazionale.
In Centro America Camillo si è costruito una nuova vita e si fa chiamare Guido Di Giambattista. Nel 1998 ha sposato una cittadina nicaraguense, Raquel Garcia Jarquin, da cui ha avuto due figli. Assieme ad alcuni italiani ha aperto il ristorante “Magica Roma” e ne gestisce un altro, a due passi dal mare, a Managua, “La cueva del Buzo” (il covo del sub).
Casimirri, dunque, è cittadino nicaraguense, gode di ottimi rapporti con i politici locali e in particolare con i vertici militari e della polizia. Rapporti che finora lo hanno tenuto ben protetto dalla possibile esecuzione degli ordini di cattura promossi, a più riprese, dalla magistratura italiana. ...continua a leggere "Alessio Casimirri, il mistero dell’ex Br latitante da 30 anni"