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Poggio Ballone (Grosseto), 27 giugno 1980, ore 20.59. Il DC9 è ormai sul Punto Condor. Nella sala di controllo del centro radar dell’Aeronautica militare di Poggio Ballone, punto strategico per la difesa aerea nel centro-nord Italia, una dozzina di militari sono impegnati davanti agli schermi radar. La sala operativa è in eccezionale attività: le sue antenne sono in costante collegamento con la base aerea di Grosseto e con la rete Nato. Nei minuti successivi alla scomparsa dai radar di Ciampino del volo Itavia IH-870, i militari di Poggio Ballone sono iperattivi nelle telefonate di ricerca. Dalle ventuno e trentuno alle ventitre e cinquantaquattro i telefoni si fanno bollenti: numerose le chiamate con e verso Roma Ciampino, il centro radar di Marsala e l’aeroporto di Palermo Punta Raisi, dove l’aereo civile doveva atterrare intorno alle ventuno e tredici. Lo scopo è rintracciare il Dc9 scomparso e di cui la drammatica sequenza di chiamate senza risposta di Ciampino, trasmessa via radio, sembra essere l’unica scia lasciata dall’aeromobile.
Tra i militari impegnati nella tenace ricerca c’è anche il maresciallo di seconda classe, Mario Alberto Dettori, assistente controllore di difesa aerea. È da qui che occorre raccontare una storia: quella di Mario Alberto Dettori. Lo avevamo “intercettato” al centro radar di Poggio Ballone la sera del 27 giugno 1980 davanti a uno schermo radar che trasmetteva in diretta la tragica scomparsa del Dc9, una tragedia capace di uscire dal monitor e rendere tutti protagonisti. Lo rivediamo il 28 giugno, la mattina seguente al disastro. Alberto, così lo chiamano tutti, vive a Grosseto una vita serena con la moglie Carla e i tre figli Barbara, Andrea e Marco. Normalmente è un tipo amabile e tranquillo ma quella mattina è agitato, nervoso, distratto, sfuggente allo sguardo di Carla con un insolito silenzio. Indossa ancora la divisa sgualcita dal suo turno di notte, quando in cucina la donna lo incoraggia a confidarsi, ma lui si limita a dire: «è successo un casino, qui vanno tutti in galera». Carla, preoccupata, gli chiede se ha litigato con qualche commilitone ma lui, mostrandosi ancora più nervoso, risponde: «no, magari fosse successo…». Carla non insiste, del resto lo conosce, sa che lui parla poco del suo lavoro, non domanda altro. ...continua a leggere "La strage di Ustica e la strana morte di Mario Alberto Dettori"

Renzo MartinelliPoteva essere l’occasione giusta per portare al cinema un’opera completa che riprendesse il testimone da Il Muro di Gomma, film pluripremiato di Marco Risi, datato 1991, magari raccontando la parte di storia mancante. Invece Ustica di Renzo Martinelli, in uscita nelle sale il 31 marzo 2016, nell’arduo tentativo di cercare la verità sulla tragedia del Dc9 Itavia (27 giugno 1980, 81 morti) finisce per ingarbugliare ancora di più uno scenario già di per sé molto complesso.
Martinelli, che firma e dirige il film, ha compiuto senz'altro un atto molto coraggioso che sta riaccendendo i riflettori su una delle pagine più buie della nostra storia, come aveva già fatto con la tragedia della diga del Vajont (1963) e con il sequestro Moro (1978).
Il suo film, tuttavia, non è una fedele ricostruzione dei fatti né, tantomeno, è «inconfutabilmente supportato da materiale documentale», come afferma il regista.
È pur sempre un film, direbbe chi se ne intende di cinema. Ma una storia complessa come questa forse non meritava una ricostruzione cinematografica in cui - come ha scritto anche la Rai bocciando la sceneggiatura sottoposta dalla Martinelli Film Company International - è fin troppo evidente una «commistione non perfettamente equilibrata tra elementi di finzione, personaggi di fantasia e fatti realmente accaduti, tale da determinare delle criticità di narrazione rispetto alla delicatezza della materia trattata».
Tralasciando le conclusioni - e cioè che a causare la caduta del Dc9 Itavia sarebbe stata una collisione in volo con un caccia americano senza alcuna responsabilità francese - saltano all'occhio, già dalle prime battute, una serie di macroscopici errori e di alterazione della realtà. ...continua a leggere "Ustica, troppe incongruenze nel film di Martinelli"

Giuliano AmatoIl precedente non è di poco conto. Era il 1992 e ogni giorno sui quotidiani si parlava della strage di Ustica (27 giugno 1980, 81 morti). L'inchiesta condotta dal giudice Rosario Priore sulla sciagura aerea del Dc9 Itavia era entrata nel vivo e aveva già sfiorato più volte gli americani. L'ambasciata di via Veneto osservò e riferì costantemente a Washington. E con ogni probabilità, stando a quanto si scoprì 11 anni dopo grazie al Freedom of information act, ascoltò i telefoni di alcuni alti esponenti del governo italiano.
Uno scenario molto simile a ciò che è emerso sull'attività di sorveglianza compiuta dalla Nsa (National Security Agency) nei confronti di Silvio Berlusconi prima della caduta del suo esecutivo nel novembre 2011.
Nel 1992 a capo del governo c'era il socialista Giuliano Amato. E quella che appare come una conversazione spiata e trascritta dagli americani riguarda proprio il caso Ustica. Dall'altro capo del telefono c'era l'allora ministro della Difesa, Salvo Andò, che in quelle ore dichiarò alla stampa che su Ustica aveva intenzione di mettere a disposizione della magistratura «armadi, cassetti e fascicoli». ...continua a leggere "Italia spiata dagli Usa, il precedente di Ustica"

dc9_ustica1_NI ministeri della difesa e dei trasporti dovranno risarcire, per una cifra che sfiora complessivamente i 12 milioni di euro, altri 31 familiari delle 81 vittime del disastro del Dc-9 Itavia precipitato al largo di Ustica il 27 giugno '80 mentre da Bologna andava a Palermo. E' quanto ha deciso il tribunale civile di Palermo pronunciandosi, il 13 e il 19 gennaio, con tre distinte sentenze che si vanno ad aggiungere a quelle già emesse nel capoluogo siciliano, alcune delle quali confermate anche in appello e in Cassazione. Secondo i giudici della terza sezione civile, Giuseppe Rini e Paolo Criscuoli, il disastro del volo Itavia ih-870 fu causato con "elevata probabilità" da un missile o da una "quasi collisione" con un altro velivolo intruso, perciò da un evento esterno alla carlinga dell'aereo. Di fatto rimangono confermate le conclusioni della sentenza-ordinanza del giudice Rosario Priore che nel '99, dopo anni di indagini e analisi sui tracciati radar di Ciampino, affermò che il Dc-9 era stato abbattuto nel corso di una battaglia aerea e che la sua rotta era stata disturbata da caccia militari di diversi Paesi tuttora da identificare.
Anche in questa occasione, quindi, il tribunale di Palermo ha ribadito che proprio le indagini e le perizie condotte durante l'istruttoria Priore sono sufficienti per affermare che il Dc-9 fu abbattuto. ...continua a leggere "Ustica: Dc-9 abbattuto, tre nuove condanne per i ministeri"