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Renzo MartinelliPoteva essere l’occasione giusta per portare al cinema un’opera completa che riprendesse il testimone da Il Muro di Gomma, film pluripremiato di Marco Risi, datato 1991, magari raccontando la parte di storia mancante. Invece Ustica di Renzo Martinelli, in uscita nelle sale il 31 marzo 2016, nell’arduo tentativo di cercare la verità sulla tragedia del Dc9 Itavia (27 giugno 1980, 81 morti) finisce per ingarbugliare ancora di più uno scenario già di per sé molto complesso.
Martinelli, che firma e dirige il film, ha compiuto senz'altro un atto molto coraggioso che sta riaccendendo i riflettori su una delle pagine più buie della nostra storia, come aveva già fatto con la tragedia della diga del Vajont (1963) e con il sequestro Moro (1978).
Il suo film, tuttavia, non è una fedele ricostruzione dei fatti né, tantomeno, è «inconfutabilmente supportato da materiale documentale», come afferma il regista.
È pur sempre un film, direbbe chi se ne intende di cinema. Ma una storia complessa come questa forse non meritava una ricostruzione cinematografica in cui - come ha scritto anche la Rai bocciando la sceneggiatura sottoposta dalla Martinelli Film Company International - è fin troppo evidente una «commistione non perfettamente equilibrata tra elementi di finzione, personaggi di fantasia e fatti realmente accaduti, tale da determinare delle criticità di narrazione rispetto alla delicatezza della materia trattata».
Tralasciando le conclusioni - e cioè che a causare la caduta del Dc9 Itavia sarebbe stata una collisione in volo con un caccia americano senza alcuna responsabilità francese - saltano all'occhio, già dalle prime battute, una serie di macroscopici errori e di alterazione della realtà. ...continua a leggere "Ustica, troppe incongruenze nel film di Martinelli"

Giuliano AmatoIl precedente non è di poco conto. Era il 1992 e ogni giorno sui quotidiani si parlava della strage di Ustica (27 giugno 1980, 81 morti). L'inchiesta condotta dal giudice Rosario Priore sulla sciagura aerea del Dc9 Itavia era entrata nel vivo e aveva già sfiorato più volte gli americani. L'ambasciata di via Veneto osservò e riferì costantemente a Washington. E con ogni probabilità, stando a quanto si scoprì 11 anni dopo grazie al Freedom of information act, ascoltò i telefoni di alcuni alti esponenti del governo italiano.
Uno scenario molto simile a ciò che è emerso sull'attività di sorveglianza compiuta dalla Nsa (National Security Agency) nei confronti di Silvio Berlusconi prima della caduta del suo esecutivo nel novembre 2011.
Nel 1992 a capo del governo c'era il socialista Giuliano Amato. E quella che appare come una conversazione spiata e trascritta dagli americani riguarda proprio il caso Ustica. Dall'altro capo del telefono c'era l'allora ministro della Difesa, Salvo Andò, che in quelle ore dichiarò alla stampa che su Ustica aveva intenzione di mettere a disposizione della magistratura «armadi, cassetti e fascicoli». ...continua a leggere "Italia spiata dagli Usa, il precedente di Ustica"

dc9_ustica1_NI ministeri della difesa e dei trasporti dovranno risarcire, per una cifra che sfiora complessivamente i 12 milioni di euro, altri 31 familiari delle 81 vittime del disastro del Dc-9 Itavia precipitato al largo di Ustica il 27 giugno '80 mentre da Bologna andava a Palermo. E' quanto ha deciso il tribunale civile di Palermo pronunciandosi, il 13 e il 19 gennaio, con tre distinte sentenze che si vanno ad aggiungere a quelle già emesse nel capoluogo siciliano, alcune delle quali confermate anche in appello e in Cassazione. Secondo i giudici della terza sezione civile, Giuseppe Rini e Paolo Criscuoli, il disastro del volo Itavia ih-870 fu causato con "elevata probabilità" da un missile o da una "quasi collisione" con un altro velivolo intruso, perciò da un evento esterno alla carlinga dell'aereo. Di fatto rimangono confermate le conclusioni della sentenza-ordinanza del giudice Rosario Priore che nel '99, dopo anni di indagini e analisi sui tracciati radar di Ciampino, affermò che il Dc-9 era stato abbattuto nel corso di una battaglia aerea e che la sua rotta era stata disturbata da caccia militari di diversi Paesi tuttora da identificare.
Anche in questa occasione, quindi, il tribunale di Palermo ha ribadito che proprio le indagini e le perizie condotte durante l'istruttoria Priore sono sufficienti per affermare che il Dc-9 fu abbattuto. ...continua a leggere "Ustica: Dc-9 abbattuto, tre nuove condanne per i ministeri"

dc9_ustica1_N«Le indagini vanno avanti», ma la svolta tanto attesa dai familiari delle vittime dell’affaire Ustica di sicuro non c’è. A piazzale Clodio, fonti della procura di Roma, spiegano a ilfattoquotidiano.it che l’ultimo fascicolo penale sulla strage del 27 giugno 1980, che costò la vita ai 77 passeggeri e ai 4 membri dell’equipaggio del volo Itavia, per ora non sarà archiviato, pur non vedendo iscritti nel registro degli indagati e non registrando significativi passi in avanti, ad eccezione di alcune conferme ottenute durante una missione in Francia. Si indaga ancora, dunque, anche se, a distanza di 35 anni, le speranze di arrivare alla verità si fanno sempre più flebili. Ma quali piste stanno seguendo ancora gli inquirenti?
L’inchiesta, aperta 8 anni fa dai pm Amelio e Monteleone raccogliendo le dichiarazioni con le qualiFrancesco Cossiga tornò a tirare in ballo i francesi per l’abbattimento del nostro Dc-9, ipotizza il reato di strage, riprendendo il filo dell’istruttoria del giudice Rosario Priore che 16 anni fa portò sul banco degli imputati gli allora vertici dell’Aeronautica militare italiana, con l’accusa di aver depistato e ostacolato la verità (poi tutti assolti in via definitiva). Priore non riuscì a contestare la strage ma solo a mettere a fuoco lo scenario di guerra di cui il Dc-9 rimase vittima. Colpito da un missile, lanciato da uno dei 21 aerei “senza nome” che quella notte erano in volo, o a causa di una “near collision”, una quasi collisione, con uno di essi. ...continua a leggere "Strage di Ustica: verità lontana, procura di Roma indaga ancora"