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Sale a oltre duecento il numero degli indagati dalla Procura di Rieti, con l'ipotesi di reato di truffa e falso, nell'ambito dell'inchiesta riguardante l'erogazione del contributo di autonoma sistemazione (Cas) nei comuni del cratere sismico reatino. Ad averne diritto dovevano essere solo coloro che avevano perso davvero un tetto in seguito al terremoto, invece, dichiarando il falso, e cioè di dimorare abitualmente in quelle zone, in molti hanno ottenuto e incassato indebitamente il contributo che varia tra i 400 e i 1.100 euro al mese. La prima fase dell'inchiesta, coordinata dal procuratore capo Giuseppe Saieva, a settembre aveva portato alla denuncia dei primi 110 'furbetti' che avevano dichiarato di risiedere abitualmente ad Amatrice e nelle sue frazioni, con tanto di residenza fissata e confermata anche quando il terremoto aveva reso inaccessibili i dati anagrafici conservati in Municipio. A questi, si è appreso oggi da fonti giudiziarie, se ne sono aggiunti altri 94, scovati in altri tre centri del Reatino segnati dal terremoto: Leonessa, Cittareale e Accumoli. I carabinieri ne hanno identificati e segnalati all'autorità giudiziaria, con l'aiuto dei comuni, 50 ad Accumoli, il paese epicentro del sisma del 24 agosto dello scorso anno, 40 a Leonessa e 4 a Cittareale. ...continua a leggere "Truffa contributi per l’autonoma sistemazione, 204 indagati a Rieti"

"La notte non dormo per pensare a come sistemare i danni, ho ancora un po' di tempo davanti e mi batterò perché io non debba ricordare la demolizione della mia casa, perché il ferro non crolla". Alberto Tilesi, 83 anni, di mestiere faceva il fabbro, per questo nel 1966 decise di utilizzare proprio il ferro per costruire una casa antisismica, ad Amatrice. Scheletro, balconi e soffitti in ferro, perché l'artigiano desiderava un tetto davvero sicuro dove abitare. Aveva ragione. Tant'è che il 24 agosto dello scorso anno, quando il terremoto è arrivato e ha raso al suolo Amatrice, lui e i suoi familiari sono usciti indenni da quella casa. "Non abbiamo fatto neppure un giorno di ospedale - racconta il fabbro all'edizione reatina del Messaggero di oggi tornando con la memoria alla notte del sisma -, ricordo che abbiamo percorso scalzi e al buio il corridoio cosparso di vetri dei quadri rotti e incredibilmente non ci siamo neppure tagliati". La palazzina di due piani, tutta in ferro e fatta a mano, si trova, ancora oggi, in via Costanzo Angelini, accanto a ciò che rimane dell'Hotel Roma che, invece, quella notte è venuto giù in un attimo. Ha subito "danni facilmente riparabili", dice l'anziano fabbro della sua casa, soprattutto alle tamponature esterne, ma il resto, l'anima in ferro, ha retto alla furia del terremoto. ...continua a leggere "Alberto e la casa in ferro, non la abbattete"

Dovranno rispondere di truffa e falso le circa 120 persone che all’indomani del terremoto dello scorso anno, pur non avendo i requisiti necessari, hanno ottenuto e percepito mensilmente il Contributo di autonoma sistemazione (Cas) adottato dalla Protezione civile per fare fronte all’emergenza abitativa. Ne aveva il sacrosanto diritto chi risiedeva nel cratere (inteso come «zona rossa») e aveva perso la casa, in alternativa allamomentanea sistemazione in albergo e in attesa delle Sae, ma, alla fine, oltre ai veri terremotati, sono saltati fuori anche un gran numero di «furbetti del contributo». Che, secondo quanto hanno ricostruito gli inquirenti in questi mesi, avrebbero indebitamento incassato, mensilmente, l’indennità che va, a seconda del numero di componenti del nucleo familiare, da unminimo di 400 a un massimo di 900 euro, 1.100 se in famiglia c’è un disabile, un invalido o una persone con più di 65 anni. A scovarli, incrociando i dati forniti anche dai comuni di Amatrice e Accumoli, sono stati i carabinieri del Comando provinciale di Rieti su delega della procura della Repubblica. Si tratta, ha spiegato il procuratore capo Giuseppe Saieva, di «contributi non dovuti» e da qui le ipotesi di reato di truffa e falso contestate ai primi 120 indagati. A far scattare le verifiche, avviate qualche mese fa, è stato un numero sospetto di cambi di residenza, in particolare dalla Capitale verso Amatrice, subito dopo il terremoto dell’agosto dello scorso anno. ...continua a leggere "I furbetti del sisma: residenze fasulle per avere il contributo"

Per tre crolli, due ad Amatrice e uno ad Accumoli, che la notte del terremoto del 24 agosto dello scorso anno causarono complessivamente la morte di 23 persone, la Procura di Rieti si appresta a depositare due richieste di rinvio a giudizio nei confronti di 12 indagati. A confermarlo è stato il procuratore capo di Rieti, Giuseppe Saieva, sottolineando che c'è "la colpa dell'uomo" dietro i crolli della vela campanaria di Accumoli, che investì la casa della famiglia Tuccio, uccidendo madre, padre e due bambini, e quelli delle due palazzine di edilizia popolare di piazza Augusto Sagnotti ad Amatrice, dove persero la vita 19 persone. Nel caso di Accumoli gli indagati sono 7 tra tecnici della Curia di Rieti e amministratori, compreso l'attuale sindaco Stefano Petrucci. Quella vela, hanno accertato gli inquirenti e il consulente tecnico della procura, non doveva crollare sfondando il tetto dell'alloggio di proprietà del Comune di Accumoli dove abitavano, in affitto, Andrea Tuccio, sua moglie Graziella e i loro due bambini, Stefano di 8 anni e Riccardo di 8 mesi. Già all'indomani del terremoto dell'Aquila il campanile aveva mostrato segni di cedimento ma i successivi lavori, ordinati dalla Curia, di fatto non la misero in sicurezza. Saieva parla di responsabilità evidenti. "È emerso - ha spiegato il procuratore - l'uso di materiali scadenti e tecniche costruttive inadeguate. ...continua a leggere "Terremoto: 12 richieste di rinvio a giudizio per i crolli di Accumoli e Amatrice"