Vai al contenuto

Primo Di Nicola“Dopo 40 anni siamo nelle condizioni di raccontare tutte le verità. Conte agisca reclamandole. Quella notte ci fu quasi una battaglia aerea. Lo dicono le inchieste e i tracciati radar. è arrivato il momento di un’azione decisa, affinché Francia, Stati Uniti, Libia e Nato rispondano, per intero, alle domande poste dai nostri magistrati”. Il senatore M5S, Primo Di Nicola, in questi giorni con determinazione al fianco dei familiari delle vittime del volo Itavia 870, sostiene che a 40 anni dalla strage di Ustica è arrivato decisamente il momento di aprire tutti i cassetti.

Senatore, sono passati quattro decenni da quel 27 giugno e non siamo ancora arrivati alla verità su quanto accadde al nostro Dc9?
“E temo che non ci arriveremo se le istituzione italiane, dal governo al Parlamento, non decideranno veramente di andare al cuore della verità della tragedia di Ustica aprendo tutti i cassetti e recuperando tutti i documenti sparsi, e magari occultati, nelle varie amministrazioni. E se il governo non reclamerà, con forza, dai Paesi alleati coinvolti in questa tragedia tutta la documentazione e le prove di cui ha bisogno la nostra magistratura”. ...continua a leggere "Quarant’anni di verità negate. Parla il senatore Di Nicola: Ora aprire tutti i cassetti su Ustica"

Sergio Pirozzi“Mattarella è l’unica nostra salvezza. E’ un uomo di garanzia, super partes, non è un politico. E’ marcio il sistema di approccio verso questa tragedia. Metta tutti attorno a un tavolo, governo, regioni e commissario, tre giorni, senza mangiare e bere. Serve chiarezza e una soluzione politica condivisa. L’Italia sta facendo una brutta figura”. L’ex sindaco Sergio Pirozzi, oggi consigliere regionale del Lazio di Fratelli d’Italia, a quasi tre anni dal sisma che ha raso al suolo Accumoli e la sua Amatrice, non ha dubbi: per ricostruire il centro Italia serve uno colpo di reni. Parole che trovano spazio anche tra le righe del discorso che il Capo dello Stato ha pronunciato ieri, nel corso della sua quinta visita nel comune del Reatino devastato dal sisma della notte del 24 agosto 2016.
Consigliere ha apprezzato le parole di Mattarella? Il presidente ha detto che è necessario agire velocemente, che la ricostruzione deve andare avanti per rimuovere il segno di precarietà e che è in gioco il futuro dell’Italia.
“Ho apprezzato molto l’intervento del presidente. C’eravamo sentiti al telefono. Oggi (ieri per chi legge, ndr) gli ho consegnato dei documenti e gli ho detto che siamo stanchi di chi continua a fare politica sulla pelle dei terremotati. Chiuda tutti in una stanza: il Governo, il commissario, i presidenti delle regioni coinvolte, serve un’azione condivisa, un codice unico sulla ricostruzione e una differenziazione del cratere. ...continua a leggere "Ricostruzione ferma da tre anni. Parla l’ex sindaco di Amatrice, Pirozzi: “Mattarella metta tutti intorno a un tavolo”"

Goffredo BucciniNelle periferie c’è rabbia e paura. Un terreno fertile per chi intende fomentare il disagio con risposte semplici. E le proteste di Casal Bruciato “sono figlie della stanchezza della gente che vive lì. Persone sfiancate dalla povertà e dall’attesa di risposte”. Goffredo Buccini, giornalista del Corriere, autore di un libro dedicato alle periferie (Ghetti edito da Solferino) non ha dubbi: il gesto della sindaca Raggi, di recarsi dalla famiglia rom, è stato sacrosanto, ma lì, nei ghetti, dove la mano pubblica ha perso da decenni, servono muscoli e la sponda dello Stato.
Come mai fa così notizia un politico che si reca in periferia?
“Il gesto della Raggi è stato sacrosanto. Mi è tornato in mente Ignazio Marino al tempo dei tafferugli di Tor Sapienza, anche lui ebbe una contestazione violentissima. E’ complicato affrontare il tema in modo non banale. Casapound lo semplifica per connettersi alla rabbia, e la rabbia non ammette complessità. La vicenda della famiglia rom non può non essere affrontata nella sua complessità, perché attiene alla stanchezza della gente che vive lì. Non sono tutti nazisti. Sono persone sfiancate, basti pensare che per ottenere un alloggio popolare possono passare anche 25 anni”. ...continua a leggere "Parla Buccini, autore di Ghetti: “A Casal Bruciato gente sfiancata in attesa di risposte”"

Pietro Forno“Non ho parole. Davvero non lo hanno arrestato? Hanno dato la notizia prima di andarlo a prendere, mi sembra il minimo che potesse accadere”. Pietro Forno, il giudice istruttore che negli anni di piombo chiuse il cerchio attorno ai Proletari armati per il comunismo (Pac), non sembra meravigliato dell’ennesima fuga di Cesare Battisti. Fu lui a farlo condannare all’ergastolo per aver assassinato, tra il 1978 e il 1979, quattro persone: una guardia carceraria di Udine, un gioielliere milanese, un macellaio di Mestre e un agente della Digos di Milano. Una condanna mai scontata, perché Battisti nel 1981 evase dal carcere di Frosinone e lasciò l’Italia. Da allora sono passati trentasette anni.
Procuratore è sorpreso che Battisti sia sfuggito di nuovo alla cattura?
“Assolutamente no. Quando fu arrestato alla frontiera con la Bolivia (nel 2017, ndr) dissi che per uno come Battisti non c’è il pericolo di fuga, bensì c’è la certezza della fuga. E’ di palmare evidenza che questa persona, nel momento in cui non è più protetta dal potere politico, scappa e trova un altro rifugio”.
E’ una sua capacità o ha ancora una solida rete di connivenze?
“Battisti è uno specialista. Direi che una persona più esperta di lui in evasioni e latitanze è difficile trovarla al mondo”. ...continua a leggere "La latitanza di Battisti favorita da Parigi. Difficile catturarlo in Brasile. Parla il magistrato che fece condannare l’ex Pac"