Vai al contenuto

Non si parla più di mafia. Eppure Cosa nostra, l’organizzazione criminale siciliana in guerra con lo Stato e le regole da oltre un secolo, è quella di sempre, almeno secondo quanto scrive nell’ultima relazione al Parlamento la Direzione investigativa antimafia (leggi). E cioè: imprevedibile, pericolosa e alla ricerca di nuovi equilibri. Il problema, dunque, acclarato che la minaccia non è mai scemata, è forse la sua scomparsa dalle pagine di gran parte dei quotidiani nazionali e dai palinsesti delle tv che fanno informazione, per non parlare del dibattito politico. A ricordarcelo, all’indomani di un episodio grave e che fa molto riflettere, è stato un giornalista di Repubblica, Salvo Palazzolo, una delle firme palermitane in trincea da anni alla ricerca, citando il titolo di un suo libro, dei “pezzi mancanti”. Lo ha fatto dopo aver subìto, lo scorso 13 settembre (leggi), una perquisizione, in casa e in redazione, il controllo del suo computer personale e il sequestro del suo cellulare, alla faccia della tutela delle fonti e del diritto di cronaca. Palazzolo, reo di aver rivelato la chiusura dell'indagine sul depistaggio Scarantino (l’inchiesta che ha riscritto daccapo la storia della strage di via D’Amelio in cui fu trucidato Paolo Borsellino e la sua scorta - leggi), è indagato per rivelazione di notizie, cioè la chiusura dell'indagine a carico di tre poliziotti sotto accusa per il colossale depistaggio costruito imboccando il pentito Vincenzo Scarantino (l’udienza davanti al gup è iniziata il 20 settembre - leggi). ...continua a leggere "A Palermo il problema è il traffico. Spunti per non dimenticare che la mafia esiste ancora"

È cominciato oggi, in una gremita aula del Tribunale di Rieti, il primo processo per il sisma di Accumoli e Amatrice del 24 agosto 2016. La prima inchiesta penale che è approdata davanti a un giudice, di quelle avviate e concluse dal pool di inquirenti della Procura di Rieti, riguarda i crolli delle case popolari di Piazza Augusto Sagnotti, ad Amatrice. Il giudice monocratico Carlo Sabatini dovrà dare una risposta ai familiari di 18 vittime, e cioè se fu il terremoto o l'uomo a causare quelle morti. Gli imputati sono 5, chiamati a rispondere di omicidio colposo plurimo, crollo colposo, disastro e lesioni. Si tratta dell'allora direttore tecnico della So.Ge.Ap, l'impresa appaltatrice che costruì le palazzine, Ottaviano Boni, e dell'allora amministratore unico della stessa impresa, Luigi Serafini. Imputati anche il presidente pro-tempore dell'Istituto autonomo case popolari (Iacp), Franco Aleandri, il geometra della Regione-Genio Civile, Maurizio Scacchi, e l'allora assessore del Comune di Amatrice, Corrado Tilesi. In qualità di responsabili civili sono stati chiamati in causa, e ammessi al dibattimento, anche due enti, la Regione Lazio (per Genio civile e Ater) e il Comune di Amatrice. I due edifici, secondo le conclusioni dell'inchiesta condotta dai pm Rocco Gustavo Maruotti e Lorenzo Francia, non avrebbero retto un terremoto, anche se la scossa fosse stata inferiore a magnitudo 6.0. ...continua a leggere "Al via il processo per i crolli delle case popolari di Amatrice"

La Procura di Rieti dovrà fare luce sul crollo di una palazzina di Amatrice che si trovava al civico 73 di corso Umberto I e dove, la notte del terremoto del 24 agosto 2016, morirono una giovane coppia e i loro due bambini. A chiedere l’apertura di un’inchiesta, tramite il suo legale, è stata Assuntina Cicconi, la madre di Federico Ianni, il 41enne amatriciano che quella notte perse la vita sotto le macerie della sua casa insieme alla moglie, Beatrice Micozzi di 32, e ai suoi due figli, Ivan di 3 anni e Vera Lu di soli 5 mesi. Assuntina viveva a poca distanza da suo figlio Federico, era al civico 1 di piazza Augusto Sagnotti, nell’edificio, ex Ina Casa, crollato insieme alle altre due palazzine ex Iacp: un luogo dove la morte ha lasciato un segno profondo con un bilancio complessivo di 25 vittime. Quella notte era anche lei ad Amatrice e il destino ha voluto che fosse lei a salvarsi e non il suo unico figlio, sua nuora e i suoi due nipotini. Assuntina è, infatti, uno dei pochi sopravvissuti di piazza Sagnotti. Il suo appartamento era al primo piano e quando la palazzina è venuta giù, portandosi via le vite di altri 7 inquilini, lei è rimasta sepolta dalle macerie, ferita ma viva. Dopo diverse ore i vigili del fuoco sono riusciti a metterla in salvo e nell’istante in cui ha rivisto la luce ha saputo che per suo figlio Federico e il resto della sua famiglia non c’era più nulla da fare. ...continua a leggere "Famiglia morì nel sisma: al via ulteriore inchiesta sul crollo della casa di Amatrice"

«Quella notte - ore 3.36 - ero lì con marito, figlia e cane. La scossa, la paura, la fuga, la casa lesionata e poi venuta giù con gli affetti e le sicurezze di un’intera vita, qui a Poggio Vitellino, una delle 69 frazioni di Amatrice: una ventina di anime d’inverno, dieci volte tanto d’estate, un’oasi persa per sempre. Ci siamo salvati, ma è una salvezza che assomiglia a un’altra realtà». Un libro, «Amatrice non c’è più ma c’è ancora» (Neri Pozza, pag. 138, euro 13.50), pieno, soprattutto, di bei ricordi, è appena arrivato nelle librerie grazie alla penna di Elena Polidori, giornalista di Repubblica. Un libro che cerca di ricordare la realtà precedente, più vera di quella delle macerie. Un libro «per andare oltre», che si interroga su quel «per sempre», cui non danno risposte né la terapia post traumatica, né le cronache degli spettacoli di solidarietà, né la speranza della ricostruzione. La risposta, tra le pagine scritte da Elena Polidori, che si leggono tutte d’un fiato, come fosse un romanzo, sta nella me- moria che accerchia, accarezza e attraversa ciò che non esiste più. E’ un libro terapeutico, sconsola- to e, a suo modo, perfino istruttivo, dedicato a un piccolo lembo d’Italia, crocevia di tradizioni e sapori. E ricordi. Nel libro si ritrovano i passaggi di quell’articolo, pubblicato il 25 agosto 2016, l’unico scritto a quattro mani da Elena e suo marito, Filippo Ceccarelli, altra penna di Repubblica, nel quale raccontano la notte più lunga della loro vita e quell’abbraccio mentre tutto attorno crollava. ...continua a leggere "Dal ricordo verso il futuro"