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pfizerIn questi giorni di festa mi è capitato di esprimere su Twitter il mio pensiero sull’intossicazione dei social da parte di negazionisti, troll, bestie e odiatori seriali. La scusa è stato l’arrivo in Italia delle prime dosi del vaccino della Pfzier. Tutto è iniziato con le immagini del trasporto scortato dal Belgio all’Italia dello stock di farmaci destinato allo Spallanzani. Immagini accolte con un’ondata di insulti, naturalmente contro il Governo, ma anche contro chi, in quel momento, stava facendo il suo dovere, cioè trasferire in sicurezza le dosi del prezioso vaccino. Un compito giustamente assegnato alle Forze dell’ordine e alle Forze armate. Perché scortarle? Perché, giusto qualche ora prima, l’Interpol – definendo i vaccini anti-covid l’oro liquido del 2021 – aveva allertato le Forze di polizia europee rispetto al rischio che la criminalità possa tentare di rubare le dosi (per poi rivenderle al mercato nero) attaccando i siti di stoccaggio o direttamente i carichi in transito. Cosa ha detonato l’odio sui social? Le immagini diffuse dalle Istituzioni per documentare l’arrivo in Italia delle dosi. Non proprio un evento secondario, visto che ci stiamo per lasciare alle spalle un anno in cui il Covid-19 ha contagiato oltre 2 milioni di italiani, 71mila dei quali – morti di o per il Coronavirus fa poca differenza – non ce l’hanno fatta. ...continua a leggere "Dai no-vax ai negazionisti, sono arrivati i vaccini e sui social spopolano complottisti e odiatori seriali"

Goffredo Buccini“Fu un orrore politico, più che un sequestro di persona. A Salvini andrebbe attribuita la responsabilità di aver sfruttato le paure degli italiani per accrescere il consenso nei suoi confronti. Non ha mai fermato gli sbarchi fermando le navi delle Ong. Quello che ha fatto doveva servire solo a coprire il fallimento dei suoi decreti sicurezza”. Goffredo Buccini, firma del Corriere, arriva in libreria con Italiani e no. Dagli albanesi ai “taxi del mare”. Storia di un paese a galla su trent’anni di paure (edito da Solferino) nelle stesse ore in cui per il leader del Carroccio si aprono le porte del tribunale di Catania per la vicenda del sequestro della Gregoretti.
Il 3 ottobre, scrivi nel tuo libro, ricorda, non tanto l’inizio di un processo, ma la morte di 368 migranti. E’ singolare come scelta.
“E’ una data pazzesca. Una coincidenza singolare che dovrebbe imporre a tutti una certa compostezza. Non è il giorno del processo Salvini, bensì la settima ricorrenza del naufragio di Lampedusa in cui morirono 368 migranti, quasi tutti eritrei, quindi veri profughi che scappavano da una feroce dittatura”.
Dall’approdo a Bari della nave Vlora, nel 1991, al processo Gregoretti cosa è cambiato?
“Il cambiamento è enorme e in peggio. E’ facile non essere razzisti se non hai gli immigrati. Eravamo ‘italiani brava gente’ perché nel ’91 l’immigrazione era un fenomeno marginale. I trent’anni che mi colpiscono di più sono quelli che passano tra la morte di Jerry Masslo, che nel mio libro chiamo il ‘migrante 0’, e quella di Soumaila Sacko. ...continua a leggere "Parla il giornalista-scrittore Buccini. L’orrore politico di Salvini. Sfruttare le paure del Paese per lucrare consensi"

«Sarebbe stato più facile per tutti continuare a pensare che quello che è successo il 24 agosto 2016 fosse solo frutto del destino e non anche dell'opera dell'uomo. Ma se ci fossimo fermati a quella affermazione non avremmo detto tutta la verità, che purtroppo è quella che io dissi già 4 anni fa, dopo i primi accertamenti. È una verità processuale difficile da sopportare, perché quei tragici eventi si potevano e dovevano evitare». Sono le parole di Rocco Gustavo Maruotti, il magistrato che ha indagato sui crolli e sulle 18 vittime delle palazzine venute giù, la notte del sisma di Amatrice, a Piazza Augusto Sagnotti, facendo condannare tutti e 5 gli imputati. Parole che lasciano un segno, insieme a quell’immagine che ritrae un uomo dello Stato, con la toga sulle spalle, che un attimo dopo la lettura della sentenza, visibilmente commosso, si volta e incrocia gli occhi dei familiari delle vittime. Non accade spesso nelle aule dei tribunali. Accade, semmai, il contrario, cioè di raccontare storie di magistrati criticati, insultati, additati e caduti per aver fatto il loro dovere. Dunque quell’immagine non restituisce solo la conferma dell’umanità del pubblico ministero, ma anche, e soprattutto, quello che Maruotti ha detto a tutti noi con una frase molto significativa: «Spero solo che questa sentenza serva a riconciliare i cittadini di Amatrice con quello Stato che 30 anni fa li ha traditi con condotte scellerate». ...continua a leggere "Processo crolli Amatrice, il pm Maruotti: «Le mie erano solo lacrime di gratitudine»"

AmatriceNon fu solo colpa del terremoto, ma anche dell'uomo. E' la conclusione a cui è giunto il giudice monocratico del Tribunale di Rieti, Carlo Sabatini, chiudendo, con 5 condanne per complessivi 36 anni di carcere, il primo processo nato dalle inchieste sul sisma che la notte del 24 agosto 2016 rase al suolo Amatrice (Rieti). Per il Tribunale del capoluogo sabino, e per il pm Rocco Gustavo Maruotti, che sosteneva l'accusa in aula, a causare il crollo delle due palazzine gemelle di piazza Augusto Sagnotti (ex Iacp) fu l'incuria dell'uomo. Perché quelle case popolari, oltre ad essere abusive, erano anche costruite male. Talmente male che non avrebbero potuto sopportare un sisma, anche di magnitudo inferiore a quello che si registrò ad Amatrice. Una tomba per 18 dei 21 inquilini che quella notte non uscirono vivi da quei condomini, crollati a 'pancake', cioè un solaio sopra l'altro, come hanno sostenuto i periti dopo aver analizzato ciò che rimaneva di pilastri troppo sottili, armature esigue e calcestruzzo a bassa resistenza. Una responsabilità - tradotta nei reati di omicidio colposo plurimo, crollo colposo, disastro e lesioni - che il Tribunale, accogliendo la tesi della Procura, ha ritenuto di attribuire a tutti e 5 gli imputati con pene che vanno dai 5 ai 9 anni di reclusione: Ottaviano Boni (9 anni), all'epoca direttore tecnico dell'impresa costruttrice Sogeap; Luigi Serafini, amministratore unico della stessa impresa (8 anni); Franco Aleandri, allora presidente dell'Iacp (7 anni); Maurizio Scacchi, geometra della Regione Lazio-Genio Civile (5 anni); Corrado Tilesi, ex assessore del Comune di Amatrice (7 anni). ...continua a leggere "Processo crolli Amatrice, prime 5 condanne. Il pm: quei 18 morti potevano essere evitati"