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NbcSopravvivere alla pandemia del Coronavirus o portare soccorso a una popolazione assediata da Ebola? Oppure resistere a un attacco nucleare? O sgominare terroristi che usano armi batteriologiche o chimiche? A Rieti c'è una cittadella in cui esorcizzare con i fatti e non solo con le preghiere le nostre peggiori paure e dove ogni giorno avvengono operazioni, ad esempio, di trasporto in biocontenimento di contagiati. E' un capoluogo vero, in scala 1/1 compresa una stazione ferroviaria e una della metro e persino un intricato sistema fognario sotterraneo, ad altissima specializzazione: si chiama Nubich (Nucleare, biologico, chimico), è scritto anche sul cartello stradale. Qui ormai da 20 anni si impara a muoversi in scenari che purtroppo sono divenuti reali in tutto il mondo con la diffusione del Covid-19 In Europa è l'unica base di queste dimensioni, ma non è solo dall'Europa che forze armate e associazioni civili vengono a Rieti ad addestrarsi per fronteggiare i peggiori scenari. Una struttura che in questi mesi terribili ha fornito aiuto e know how, ma in maniera discreta.
Qui sono in servizio i professionisti della Scuola interforze per i quali tute, guanti e maschere ad alta protezione sono pane quotidiano. Le indossano decine di volte, ogni anno, addestrandosi a difendere e ad attaccare in ambienti ostili, non solo in caso di potenziali minacce e nemici tradizionali ma, anche, per il rischio legato all’impiego - offensivo - di agenti nucleari, biologici, radiologici e chimici. ...continua a leggere "Dal coronavirus a un attacco nucleare, biologico o chimico: così si impara a sopravvivere a Nubich"

Piero VergariTurania custodisce un prete e un segreto. Li nasconde nel silenzio dei suoi viottoli che si arrampicano fino all’unica piazzetta del paese. Ci si arriva attraverso una stradina, ripida e discreta, che sbuca proprio su piazza Umberto I. La casa dei misteri, che da qualche anno somiglia alle quattro mura di una cella di penitenza, è dentro un ex asilo comunale. Qualche stanza e un balconcino che affaccia direttamente sulla piazzetta. E monsignor Piero Vergari è ancora lì che abita. Il piccolo centro dell’alto Turano, l’ultimo comune a un passo dal confine tra Lazio e Abruzzo, è il ritiro scelto dall’anziano sacerdote. E quello che sa, le domande cui non ha mai risposto, anche quando a formulargliele, in più occasioni, è stata la giustizia terrena, probabilmente, se ne andrà con lui.
Don Piero recita da anni una parte, fedele a Cristo ma anche a un copione pagano. Lo stesso recitato, fino all’ultimo, da Carla Di Giovanni. Non un nome qualunque, il suo. Era la moglie di “Renatino” De Pedis, il boss della Banda della Magliana, ucciso a Roma, con un colpo di pistola in via del Pellegrino, nel ‘90. Se n’è andata nei giorni scorsi, a 70 anni, dopo una lunga malattia. E i due, il prete di paese e la moglie dell’uomo chiave della più potente holding criminale di tutti i tempi, di segreti ne conoscevano e ne condividevano molti. ...continua a leggere "I segreti inconfessabili di monsignor Vergari"

Oltre 330 milioni di euro. Ammonta a tanto il risarcimento, stabilito il 22 aprile da una sentenza della Corte d’Appello di Roma, che lo Stato dovrà pagare alla compagnia aerea Itavia (oggi in amministrazione straordinaria) proprietaria del Dc-9 precitato il 27 giugno di 40 anni fa al largo dell’isola di Ustica, mentre da Bologna andava a Palermo (81 le vittime tra passeggeri e membri dell’equipaggio). Secondo i giudici del tribunale civile di Roma, chiamati a quantificare il danno dalla Cassazione, i ministeri della Difesa e dei Trasporti dovranno risarcire anche il danno aggiuntivo subito dalla compagnia calabrese che, subito dopo il disastro – che fu causato, con ogni probabilità, da un missile che colpì per errore l’aereo civile italiano – perse le concessioni e nel giro di qualche mese fu costretta a dichiarare il fallimento.
Nel 2018 la Cassazione aveva dichiarato inammissibile il ricorso con il quale i due dicasteri avevano contestato di essere responsabili della caduta del Dc-9 – per “omessa attività di controllo e sorveglianza della complessa e pericolosa situazione venutasi a creare nei cieli di Ustica” – nell’ambito della causa civile intentata, anni prima, dai commissari straordinari delle Aerolinee Itavia Spa e dagli eredi del patron della compagnia, Aldo Davanzali. ...continua a leggere "Maxi risarcimento per l’Itavia. Lo Stato dovrà pagare alla compagnia 330 milioni"

InpsCosa sia davvero accaduto lo accerteranno gli investigatori del Cnaipic, gli specialisti anti hacker del Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche della Polizia di Stato. Ma di certo, quella di ieri, sarà ricordata come una delle giornate peggiori per l’Inps. Doveva essere il click day per ottenere il bonus da 600 euro previsto dal decreto Cura Italia e destinato ai lavoratori autonomi e, invece, si è trasformato, soprattutto per gli utenti, in un vero e proprio incubo.
Il sito dell’Istituto di previdenza è andato in tilt – anzi “giù” come dicono i tecnici – forse a causa di un eccessivo numero di richieste, ma, oltre a questa circostanza, fisiologica, c’è anche il fondato sospetto che i server dell’Inps abbiano subito un pesante attacco hacker. A spiegarlo è stato il numero uno dell’Istituto, Pasquale Tridico, che, al termine di una giornata infernale, ha detto a Rainews24 che il portale, rimasto irraggiungibile per ore e ripristinato solo in parte dopo le 17 di ieri, è andato in tilt per le troppe domande arrivate, in poco tempo, e per una “intromissione esterna di sciacallaggio”. Il presidente dell’Inps, tuttavia, assicura che “i sistemi informatici hanno retto e continuano a reggere. Sono sicuri”. ...continua a leggere "Non bastava il Coronavirus, ora dilaga pure l’epidemia cibernetica. Sotto attacco il sito dell’Inps"