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Parteciperà o non parteciperà? La presenza del maresciallo Khalifa Haftar, comandante della Cirenaica e capo dell’Esercito nazionale libico, alla conferenza sulla Libia promossa dal Governo italiano a Palermo, ha tenuto tutti con il fiato sospeso. E deve essere stata una mediazione complicata, quella avviata da giorni dagli emissari di Roma, visto che la presenza di Haftar a Villa Igiea è rimasta in dubbio fino al tardo pomeriggio di ieri quando il premier Giuseppe Conte, pur dichiarandosi ottimista, ha dato il via alla conferenza con l’incognita che il maresciallo avrebbe potuto disertare l’appuntamento. Del resto Haftar, se si vuole avviare un processo di stabilizzazione nel Paese africano, è un interlocutore indispensabile. Dunque il successo del vertice di Palermo era legato anche, e soprattutto, alla sua presenza. Alla fine Haftar ha accettato e l’Italia gli ha anche messo a disposizione un aereo per raggiungere Palermo. Dietro la mediazione che ha portato a questo risultato c’è il lavoro dei Servizi italiani. La scorsa settimana il capo dell’intelligence militare (Aise), Alberto Manenti, era volato a Mosca ad incontrare il maresciallo per facilitare la sua partecipazione. Non è un segreto, infatti, che Palazzo Chigi abbia congelato la nomina del nuovo direttore dell’Aise ...continua a leggere "Manenti, dall’ultima missione alla successione. Il capo del Servizio segreto militare chiude il suo mandato portando il maresciallo Haftar a Palermo"

A portare la droga è la polizia. Non è un favore, né un caso di malaffare, ma il primo tentativo riuscito di assecondare le grandi organizzazioni internazionali per scoprirne mandanti e pedine. L’operazione si è appena conclusa in Olanda, dove i nostri agenti coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo di Genova hanno recapitato una partita di droga, individuando così due importanti trafficanti turchi. La droga (270 chilogrammi di eroina), nel corso della prima fase dell’operazione, era stata sequestrata dagli investigatori della Squadra mobile di Genova e del Servizio centrale operativo di Roma, in collaborazione con l’Agenzia delle Dogane, nel porto del capoluogo ligure dove il carico era sbarcato da una nave proveniente dall’Iran. La nave, “Artabaz”, era partita dal porto iraniano di Bandar Abbas alla volta della Turchia e dell'Europa, dopo aver toccato i porti di Amburgo e Valencia, era giunta a Genova. Esaminando le polizze di carico, il contenuto di 3 dei 31 container sbarcati aveva attirato l’attenzione degli ispettori dell’Agenzia delle Dogane. I container trasportavano bentonite, ovvero un minerale argilloso in polvere, destinata a una ditta con sede nella Repubblica Ceca. Il carico di droga era in uno di questi container. A questo punto, d'intesa con la Dda di Genova, la Polizia ha lasciato una parte dell’eroina nel container installando al suo interno un rilevatore satellitare. ...continua a leggere "La polizia consegna la droga. Così scova i grandi trafficanti"

Obbligare la polizia giudiziaria a riferire le notizie di reato per via gerarchica, anziché direttamente all’autorità giudiziaria, come prevede il codice di procedura penale, intacca le attribuzioni costituzionali dei pubblici ministeri. Dunque la norma varata nel 2016 dall’allora Governo Renzi è incostituzionale, come sostengono da tempo i magistrati. Ora lo ha sancito la Corte costituzionale accogliendo il ricorso, per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato, avanzato dal procuratore di Bari, Giuseppe Volpe, nei confronti del Governo. Per comprendere come nacque quel decreto legislativo, prima ancora di raccontare la sua fine, è necessario fare un passo indietro. L’esecutivo Renzi lo varò, con l’obiettivo di “razionalizzare le funzioni di polizia”, nelle stesse settimane, era l’estate del 2016, in cui sulle pagine dei giornali comparivano le prime notizie (o, meglio, fughe di notizie) sul coinvolgimento del padre dell’allora premier Renzi e del suo fedelissimo ministro, Luca Lotti, nell’inchiesta Consip. Quale fu l’impatto della norma sulle indagini in corso sulla centrale acquisti della Pa lo hanno raccontato, dando forma al sospetto, i magistrati (prima di Napoli e poi di Roma) che per quelle fughe di notizie hanno recentemente notificato un avviso conclusione delle indagini, tra gli altri, allo stesso ex ministro Lotti (per favoreggiamento), all’ex comandante generale dei carabinieri, Tullio Del Sette (per rivelazione di segreto d’ufficio e favoreggiamento), e al generale dell’Arma, Emanuele Saltalamacchia (anche a lui per favoreggiamento).
...continua a leggere "Bocciata la legge salva-Consip. Per la Consulta la polizia giudiziaria risponde al pm"

Cinque giorni prima del sisma del 24 agosto 2016, che rase al suolo Accumoli, Amatrice e Arquata del Tronto, nel cuore del Gran Sasso, a meno di 40 chilometri dall’epicentro della scossa delle 3 e 36, si verificò un aumento anomalo di pressione nei fluidi. L’acqua che scorreva in un tunnel nel sottosuolo, molto vicino ai laboratori dell’Istituto nazionale di fisica nucleare, che sotto il Gran Sasso conduce le sue ricerche, iniziò a riempirsi di bolle e a variare di pressione e temperatura. A provocare il terremoto, però, non furono gli esperimenti compiuti in quei laboratori, come racconta una ridicola fake news ancora molto in voga sui social. In futuro l’analisi di quanto avvenne in quelle ore nel Gran Sasso potrebbe consentire di prevedere i terremoti. Ne sono convinti i membri del team di esperti dell’Ingv che il 19 agosto 2016 notarono le anomalie nei fluidi che stavano osservando già da un anno. «Dal 19 agosto - ha spiegato a Repubblica Gaetano De Luca, ricercatore dell’Ingv, autore di uno studio su Scientific Reports insieme a Giuseppe Di Carlo e Marco Tallini - la pressione ha iniziato a subire delle oscillazioni verso il basso, piccole ma numerosissime: migliaia ogni ora». Segnali - secondo lo studio degli esperti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, dell’Istituto nazionale di fisica nucleare e dell’Università de l’Aquila - che potrebbero essere letti come precursori sismici. ...continua a leggere "Sisma 2016, anomalie nelle acque al Gran Sasso"