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Crollo campanile Accumoli, 7 a rischio processo

Il crollo della vela campanaria della chiesa di Accumoli fu causato dal terremoto del 24 agosto 2016 ma poteva essere evitato adottando "specifici interventi di consolidamento che erano stati già indicati dopo il sisma dell'Aquila". È quanto hanno ribadito i pm Lorenzo Francia e Rocco Gustavo Maruotti alla prima udienza preliminare, dinanzi al gup del tribunale di Rieti Ilaria Auricchio, per il crollo della vela campanaria della chiesa dei Santi Pietro e Lorenzo che sfondando la casa canonica sottostante non lasciò scampo ad Andrea Tuccio e a sua moglie Graziella Torroni, entrambi 34enni, e ai loro due figli, Stefano di 8 anni e Riccardo di 9 mesi. Sette gli indagati per i quali la Procura, al termine delle indagini, aveva chiesto il rinvio a giudizio. Si tratta dell'attuale sindaco di Accumoli, Stefano Petrucci (l'abitazione dove viveva la famiglia Tuccio era del Comune), del responsabile unico del progetto, l'architetto Pier Luigi Cappelloni, collaudatore statico amministrativo dei medesimi lavori, dell'architetto Mara Cerroni, dei progettisti e direttori dei lavori, l'ingegnere Alessandro Aniballi e l'architetto Angelo Angelucci, del geometra Giuseppe Renzi e dell'ingegner Matteo Buzzi, tecnico incaricato dei lavori dalla Curia di Rieti. Tutti devono rispondere dei reati di disastro e omicidio colposo. Un istante dopo la scossa delle 3 e 36 la vela campanaria piombò sulla porzione del tetto dell'adiacente edificio comunale 'sfondando, in caduta, la copertura della casa canonica e due solai della sottostante unità immobiliare' occupata dalla famiglia Tuccio. Un crollo che, secondo le conclusioni dei consulenti tecnici della Procura, poteva essere evitato con specifici interventi di consolidamento già indicati dalla Sovrintendenza dopo il sisma del 6 aprile 2009. Già all'indomani del terremoto dell'Aquila, infatti, il campanile aveva mostrato 'fessurazioni' e importanti segni di cedimento, ma i successivi lavori, ordinati dalla Curia, di fatto non lo misero in sicurezza perché impiegarono materiali scadenti e tecniche costruttive inadeguate. Il gup Auricchio, dopo la costituzione delle parti, ha fissato una ulteriore udienza, per il prossimo 30 maggio, quando con ogni probabilità deciderà se disporre o meno il processo per gli indagati.

di Fabrizio Colarieti per Ansa [link originale]

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