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Come funziona la nuova difesa aerea italiana

Da sei mesi la nuova difesa aerea italiana passa per le sale operative di due centri nevralgici dell’Aeronautica militare, a Poggio Renatico in provincia di Ferrara e a Licola in provincia di Napoli, dov’è sorvegliato lo spazio aereo nazionale ventiquattr’ore al giorno per 365 giorni l’anno.
Il reparto Dami, acronimo di Difesa Aerea Missilistica Integrata, è nato il 15 marzo di quest’anno dalla revisione del Comando operazioni aeree di Poggio Renatico. Al nuovo reparto, da cui dipendono il neo-costituito 11° Gruppo Dami, ubicato sempre a Poggio Renatico, e il 22° Gruppo radar di Licola, sono state assegnate le delicate funzioni di coordinamento e supervisione delle due unità operative italiane integrate nel sistema di difesa aerea nazionale e della rete Nato. La difesa aerea è gestita direttamente dalle due sale operative attraverso una rete radar e radio che copre, formando un ombrello protettivo, tutto il territorio nazionale.
Dalle sale operative dei due gruppi, meglio noti con i loro nominativi storici di “Pioppo” (Poggio Renatico) e “Barca” (Licola), i controllori della difesa sorvegliano lo spazio aereo nazionale avvistando e identificando tutto il traffico aereo, sia esso civile che militare. Da queste stesse sale operative viene rilanciato l’ordine di decollo immediato ai caccia Eurofighter, “scramble” in gergo tecnico, per l’intercettazione di eventuali velivoli sospetti presenti nello spazio aereo italiano. Come è avvenuto il 14 luglio scorso, quando due coppie di Eurofighter, guidate dalla sala operativa Dami, si sono alzate in volo da Gioia del Colle e Grosseto per intercettare due velivoli civili che avevano perso il contatto radio con il traffico aereo.
Il Dami, oltre a garantire la sorveglianza dei cieli italiani, concorre alla sicurezza dello spazio aereo di Paesi limitrofi, come la Slovenia e l’Albania, ma anche di Islanda, Lituania, Estonia e Lettonia. Il sistema ha anche occhi e orecchie in volo e in mare, integrandosi con l’impiego dei velivoli Awacs della Nato, dei sensori imbarcati sulle navi Ads e sul velivolo Gulfstream G550 Caew, il nuovo aereo da scoperta di cui si è dotata l’Aeronautica militare.
Il Dami di Poggio Renatico è stato, inoltre, il primo sito della difesa aerea ad impiegare il sistema Nato Air Command and Control System (ACCS) in operazioni reali. Il reparto assicura il proprio supporto anche durante esercitazioni ed eventi di particolare risonanza, come summit internazionali e visite di capi di Stato.

di Fabrizio Colarieti per Formiche.net [link originale]

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