Sarà una capitale blindata quella che sabato ospiterà le celebrazioni del 60° Anniversario dei Trattati di Roma e il temuto corteo del pomeriggio dove sono attesi gli antagonisti della piattaforma Eurostop provenienti anche da Francia, Germania e Grecia. L’allerta resterà a livello due, un gradino sotto il massimo, perché secondo gli analisti il rischio di scontri, ma anche di attentati, è altissimo.
Ci saranno due zone di “massima sicurezza”: la blu, riservata ai leader politici e ai capi di Stato, e la verde, un’area “cuscinetto”. Nelle due zone saranno predisposti 39 varchi d’accesso presidiati da venerdì e nell’intera area opereranno oltre 3 mila uomini delle forze dell’ordine. Il piano prevede l’impiego di reparti antisommossa, tiratori scelti sui palazzi, agenti in borghese, nuclei di pronto intervento e delle teste di cuoio del Nocs della Polizia di Stato e dal Gis dei Carabinieri, elicotteri e droni. Cinofili e artificieri, già da venerdì mattina, inizieranno le bonifiche e i controlli in tutte le zone interessate dagli eventi.
Il rischio più concreto, secondo gli analisti della nostra intelligence e dell’antiterrorismo, è che tra gli ottomila manifestanti attesi al corteo possano nascondersi infiltrati violenti, ma anche “lupi solitari” legati al terrorismo di matrice jihadista, tutto questo a 72 ore dall’attacco di Londra. ...continua a leggere "Tutte le misure anti terrorismo per le celebrazioni dei Trattati di Roma"

Nella storia del radarista Mario Alberto Dettori, morto a Grosseto in circostanze misteriose il 31 marzo 1987, a 7 anni di distanza dalla notte della strage di Ustica (27 giugno 1980, 81 morti) in cui il maresciallo dell'Aeronautica si trovava al radar della base di Poggio Ballone, c'è un uomo senza volto, mai rintracciato e su cui la Francia, nonostante due rogatorie della nostra magistratura non ha mai dato spiegazioni. Di quell'uomo, un militare francese dell' Armée de l'air, da anni si conosce solo il nome: Roland. Un elemento che potrebbe tornare di attualità nell'ambito delle indagini recentemente disposte dalla Procura di Grosseto che in seguito a un esposto dei familiari del militare, morto ufficialmente suicida, ha ordinato la riesumazione del suo corpo.
La prima a parlarne al giudice Rosario Priore, durante l'istruttoria sul disastro del Dc9 Itavia, fu la moglie di Dettori. La vedova dell'aviere si presentò dal giudice il 16 marzo 1992 e fece mettere a verbale alcuni elementi, ma anche alcuni documenti che il figlio Andrea aveva ritrovato in cantina, dentro una cassetta per gli attrezzi, a cui nessuno, prima di allora, aveva fatto caso. All'interno c'era un libretto di assegni, rilasciato dalla Banque Sudameris France su un conto aperto da Dettori a Montecarlo per depositare lo stipendio durante la sua permanenza in Francia. ...continua a leggere "Ustica, caccia a Roland il francese senza volto"

A quasi 7 mesi dal sisma che ha sconvolto il centro Italia, sono state consegnate, ad Amatrice, le prime 25 soluzioni abitative di emergenza (Sae) ad altrettante famiglie sfollate dalla notte del terremoto della scorsa estate. Sono le prime 'casette' che il Consorzio nazionale servizi (Cns) ha consegnato nel comune reatino maggiormente colpito dal sisma di agosto. Ne mancano altre 424 che sono in corso di allestimento in 31 diverse aree del comune di Amatrice. Il piccolo villaggio, composto da 19 alloggi da 40 metri quadrati, 5 da 60 e 1 da 80, completamente arredati, è stato allestito all'ex campo Lazio, il primo che ospitò le tende della Protezione civile della Regione Lazio all'indomani della scossa delle 3:36.
"Oggi - ha detto il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi prima di consegnare le chiavi degli alloggi - è una delle tante tappe, la prima è stata il ponte della rinascita, poi la scuola provvisoria, poi il liceo e ora, con la consegna delle prime case, è la quarta tappa di questo percorso. Ogni risultato che si ottiene è frutto del lavoro dell'uomo, di tanti uomini. Ringrazio gli uomini, anche chi oggi non c'è più". La cerimonia di consegna, tuttavia, è stata più volte interrotta da alcuni amatriciani che protestavano per il tempo trascorso, quasi 7 mesi, per veder nascere il primo insediamento di emergenza. ...continua a leggere "Consegnate le prime 25 casette agli sfollati di Amatrice"

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«Venuti a conoscenza di fatti diversi dalle ricostruzioni ufficiali, rivelano la loro conoscenza in ambiti strettissimi, ma non al punto tale da non essere percepita da ambienti che li stringono od osteggiano anche in maniera pesante. E così ne restano soffocati. E quindi, anche se non si raggiunge la prova di atti omicidi, resta che gli atti di costoro, se suicidi, furono determinati da stati psichici di profonde prostrazioni connesse con gli eventi».
Scriveva così il giudice Rosario Priore, nel '99, nella sentenza-ordinanza che chiudeva la colossale istruttoria sul disastro di Ustica (27 giugno 1980, 81 morti), accennando alle strane morti - “sulle ginocchia” - di due radaristi che avevano incrociato la strada di uno dei misteri più longevi della storia repubblicana.
Quei morti, su cui ancora oggi permangono forti dubbi e pesanti sospetti di connessione con le sorti del Dc9 Itavia precipitato tra Ustica e Ponza, erano Mario Alberto Dettori, guida-caccia in servizio al radar di Poggio Ballone, e Franco Parisi, anche lui radarista, ma nella base di Otranto.
A 37 anni di distanza da quella notte, in cui l'aereo civile italiano si trovò, a detta degli inquirenti, al centro di una battaglia aerea di cui rimase vittima fortuita, la Procura di Grosseto ha ordinato l'esumazione della salma di Dettori, trovato morto impiccato il 31 marzo 1987. ...continua a leggere "Ustica, riesumata la salma di un radarista in servizio la notte della strage"