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Otto ristoranti, tre dei quali avvieranno la loro attività sabato, e oltre duemila metri quadrati di superficie con una vista mozzafiato sui monti della Laga. E' una scommessa già vinta, quella di far tornare in vita, dopo il terremoto di un anno fa, le principali attività di ristorazione di Amatrice. Perché il borgo reatino raso al suolo dal sisma del 24 agosto 2016 non poteva che ripartire da ciò che l'ha reso famoso in tutto il mondo. La sua cucina, e quel piatto, l'Amatriciana, simbolo eterno di una terra ferita ma che vuole risorgere. L'Area Food di San Cipriano, voluta dal Comune e realizzata grazie alle donazioni raccolte da Corriere della Sera-RCS e La7, con risorse dello stesso Comune di Amatrice e il sostegno della Regione Lazio, è pronta e il 29 luglio aprirà i battenti. E' lì che otto storici ristoranti del luogo hanno trovato la loro nuova casa, in un insieme di strutture disegnate dall'architetto Stefano Boeri e dal Consorzio Innova FVG e realizzate con elementi modulari prefabbricati con il legno della filiera del Friuli Venezia Giulia. I locali, che ospiteranno anche la mensa per la nuova scuola, sorgono intorno a uno spazio pubblico aperto, una piazza alla quale bisognerà dare anche un nome e che ospiterà l'installazione temporanea in legno chiamata 'Radura', già installata nel chiostro dell'Università di Milano e costituita da un cerchio di 350 colonne cilindriche raffiguranti un bosco artificiale. ...continua a leggere "Amatrice rinasce dai ristoranti, ecco l’Area Food"

Cosa nostra non è stata sconfitta, è ancora fortemente radicata sul territorio, mantiene la sua storica architettura e le sue potenzialità “militari”. A dirlo è la Direzione investigativa antimafia nell’ultima relazione consegnata al Parlamento, quella relativa al secondo semestre 2016. La Dia rileva come la criminalità organizzata siciliana “manifesti ancora una significativa resilienza rispetto alla efficace e sistematica azione di contrasto svolta da Forze di Polizia e Magistratura”. Gli spunti di analisi offerti da recenti acquisizioni investigative mostrano, infatti, come Cosa nostra “mantenga un’architettura interna imperniata sulle famiglie mafiose, interpretata in maniera più flessibile rispetto al passato, ma tale da preservare, nel rapporto con il territorio, il proprio atavico e ramificato potere illegale”.
La mafia, dunque, sopperisce ai colpi inferti dallo Stato “con una considerevole capacità rigenerativa, attraverso ‘emergenziali’ alternanze nelle reggenze che, pur non risultando sempre sufficientemente autorevoli, le consentono di ovviare alla prolungata assenza di una leadership di qualità”. Un elemento di continuità che secondo la Dia è costituito “dai ruoli mantenuti dagli anziani boss che, qualora detenuti, una volta dimessi dagli istituti penitenziari, rivestono le antiche cariche e si dedicano alla riqualificazione e riorganizzazione delle cosche”. ...continua a leggere "Cosa c’è nell’ultima relazione al Parlamento della Dia"

"La scorsa estate avevamo un trend a rialzo delle presenze di turisti. La settimana del terremoto di Amatrice qui c'erano circa seimila persone. Aspettiamo agosto, confido nella fedeltà e nelle manifestazioni che abbiamo organizzato. Ovviamente temiamo ripercussioni, anche perché il terremoto non cessa, ma affrontiamo questo momento molto difficile con fiducia. È necessaria la solidarietà di tutti. Anche il 'mordi e fuggi' è fondamentale, venite qui anche solo per un caffè". La prima preoccupazione per Maria Antonietta Di Gaspare, il sindaco di Borbona (Rieti), uno dei comuni dell'Alto Reatino colpiti dal terremoto, a cavallo tra Lazio e Abruzzo e a un passo dall'epicentro dell'ultima scossa di ieri, è la ripresa del turismo. Ha il 50 per cento degli edifici del suo comune lesionati dalle scosse che si sono susseguite dal 24 agosto 2016 al 18 gennaio scorso, percentuale che sfiora il 90 per cento nel centro storico. "Abbiamo tante seconde case inagibili - spiega il sindaco - e siamo nell'impossibilità di dare soluzioni abitative di emergenza, e questo incide molto sulle presenze di turisti. L'ultima scossa ci ha ricordato che non è affatto finita. Proprio sabato abbiamo inaugurato il secondo b&b e riaperto la macelleria, una delle poche della zona, che era stata danneggiata dal terremoto del 18 gennaio e quindi costretta a spostarsi. ...continua a leggere "Terremoto, le scosse fanno paura. Crolla il turismo"

La terra torna a tremare e nel cuore del centro Italia, tra Amatrice e Campotosto, ritorna la paura a quasi un anno dalle scosse che portarono in quei luoghi morte e distruzione. A ricordare che lì, tra Lazio, Abruzzo e Marche, il terremoto non ha mai smesso di scuotere le viscere della terra (73.000 eventi sismici in 11 mesi) è una scossa molto intensa, di magnitudo 4.2, registrata dall'Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) alle 4:13 di sabato mattina, con epicentro a 3 chilometri da Campotosto (L'Aquila) e a 8 da Amatrice (Rieti). Un terremoto, anticipato e posticipato da altre decine di scosse strumentali, che non ha fatto danni, eccetto aggravare crolli già avvenuti vicino l'epicentro, ma che ha spinto la gente in strada in diverse città, compresa Rieti, e che ha fatto riaffiorare la paura, soprattutto dove le scosse del 24 agosto e del 30 ottobre 2016 hanno lasciato un segno indelebile. "Siamo abituati a ballare. Restiamo qui a combattere, nonostante tutto. Questa gente vuole stare nella sua terra a ogni costo", il commento del sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, che fa eco all'analisi del direttore del Centro nazionale terremoti dell'Ingv, Salvatore Stramondo, che, numeri alla mano, ricorda che "l'attenzione resta alta perché i livelli di sismicità nell'area sono superiori alla media". ...continua a leggere "La terra torna a tremare tra L’Aquila e Rieti"