Vai al contenuto

L’ira del sindaco di Amatrice, risposte o riconsegno le chiavi della città

La spada di Damocle della tassa di successione sulle macerie, la burocrazia asfissiante, la ricostruzione ferma, le macerie che invadono ancora strade e borghi, la carenza di personale e il mancato rimborso ai risparmiatori del cratere traditi dalle 'banche fallite'. C'è tutto questo nella lista delle cose da fare presto che il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, consegnerà al premier Paolo Gentiloni in un incontro che dovrebbe tenersi questa settimana a Palazzo Chigi. Pirozzi affida ad una lunga nota il suo ultimatum alle istituzioni ricordando che lì, nel comune reatino devastato dal sisma della scorsa estate, "non c'è più un Paese". Per il sindaco della città rasa al suolo dal terremoto, parlando della tassa di successione, è impensabile "che si debba pagare su un bene frutto dei sacrifici di intere famiglie e che oggi, peraltro, non esiste più". "Penso ai tanti orfani - scrive Pirozzi - che saranno costretti a sborsare denaro per qualcosa che proviene loro dai genitori, dai nonni, dagli avi. Oggi quelle proprietà sono macerie, e oltre ai lutti, al dolore, alle tante difficoltà, queste persone si troveranno di fronte anche questo scoglio. È qualcosa di profondamente ingiusto e per questo abbiamo emanato una delibera per chiedere, insieme ad altri interventi urgenti ed essenziali, che la tassa sia abolita". Ma a preoccupare il sindaco di Amatrice non è solo l'inciampo della tassa di successione, ci sono anche "lacci e lacciuoli" che frenano la ricostruzione. Sul tema dello smaltimento delle macerie, ad esempio, Pirozzi è lapidario: "non ci siamo proprio, i ritardi sono evidenti, a dieci mesi dal primo sisma siamo ancora invasi dalla devastazione, sia in città che nelle frazioni". Ad Amatrice servono anche Vigili del Fuoco, militari e forze di polizia, "perché la situazione è ancora emergenziale". E ancora: deroghe al codice degli appalti per superare una condizione "che è ridicola, dobbiamo essere messi in condizioni di agire, di compiere opere provvisionali, puntellamenti, messe in sicurezza di edifici pericolanti, di consentire la funzionalità di reti e servizi pubblici, di assistere adeguatamente la popolazione sotto tutti i punti di vista". Pirozzi ha bisogno di personale, soprattutto di tecnici, vigili urbani e almeno due assessori in più, "perché non si può pensare di gestire una situazione come questa solo con due assessori". "Sono certo - conclude il sindaco di Amatrice nel suo sfogo - che il Governo accoglierà le istanze che abbiamo posto alla sua attenzione, altrimenti ci occuperemo noi delle famiglie costrette a pagare la tassa di successione. E subito dopo andrò a Roma, portando con me le chiavi di questa Città e consegnandogliele".

di Fabrizio Colarieti per Ansa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *