Pantelleria, il mistero dell’aereo spia americano

Beech B300 Super King AirQuale sia la sua reale missione nel Nord Africa non è chiaro. Di certo chi lo pilota non vuole rimanere in incognito. È il caso dell’aereo spia americano che da alcune settimane staziona nell’isola di Pantelleria e all’aeroporto di Catania Fontanarossa, dove martedì 30 giugno è di nuovo atterrato alle 7.12 ora italiana.
La sua sigla è N351DY, è un bimotore a elica Beech B300 Super King Air e, a quanto se ne sa, è in affitto all’intelligence americana con compiti di sorveglianza elettronica. Il 29 giugno l’aereo è ricomparso a Pantelleria da dove è decollato intorno alle 15 raggiungendo in poco tempo la Tunisia. Ha sorvolato Sousse, dove tre giorni prima si era consumato il sanguinario attentato terroristico all’Hotel Riu Imperial. Poi ancora Bargou e Siliana, prima di scomparire dagli schermi radar, come testimonia il tracciato liberamente consultabile sul sito flightradar24.com. Stessa missione compiuta anche nei giorni scorsi, nei cieli di Hammamet, sulla regione di Kasserine, sulle catene montuose di Chaambi, Djebal Salloum e Foussena. Zone teatro da mesi di violenti scontri tra l’esercito tunisino e i gruppi armati riconducibili ai movimenti jihadisti, che secondo il magazine tunisino inkifada.comche si è occupato dell’aereo spia, sarebbero il vero obiettivo delle missioni di intelligence compiute dagli Usa.
Su flightradar24.com sono ancora reperibili informazioni su diversi voli compiuti nelle scorse settimane dal Beech B300 anche nell’entroterra siciliano, verso Enna in particolare, e sull’isola di Malta.
Il sottosegretario alla Difesa, Gioacchino Alfano, rispondendo a un'interrogazione di Gianluca Rizzo del Movimento 5 stelle in Commissione Difesa alla Camera, ha riferito che lo Stato maggiore della Difesa ha concesso agli Stati Uniti l’utilizzo della base aerea di Pantelleria. L’autorizzazione riguarda proprio lo schieramento temporaneo nell’isola siciliana di un aereo da ricognizione, non armato e gestito da una compagnia privata (Acorn Growth Companies) che è specializzata nella sorveglianza per conto del Pentagono e, in questo caso, del Comando statunitense Africom. A quanto ne sa la nostra Difesa, l’aereo compie attività di riconoscimento e sorveglianza in Nord Africa, a fronte delle quali il governo italiano «non è al corrente di specifici accordi fra la Tunisia e gli Stati Uniti». La prima autorizzazione, ha spiegato il sottosegretario Alfano, risale all'ottobre 2014 ed è stata prorogata dallo Stato maggiore della Difesa fino a fine anno.
È singolare che un aereo del genere utilizzato dallo spionaggio statunitense, anche se sotto copertura, sia spesso localizzabile. Finora quasi tutti i voli compiuti dal bimotore N351DY sono stati registrati perché l’aereo viaggia con il transponder acceso, consentendo ai radar civili, ma anche a chiunque acceda al sito flightradar24.com, di identificarlo e conoscere la sua esatta posizione. Gli aerei militari, pur essendone dotati, raramente attivano il transponder quando sono in missione: è il caso dei droni americani schierati a Sigonella, anch’essi impiegati per la sorveglianza del Mediterraneo e delle coste africane e sempre invisibili.
L’aereo, stando alle informazioni disponibili in Rete, ospita a bordo apparecchiature per attività di Sigint (signals intelligence). È dotato di diverse antenne e sensori che sono in grado di captare e localizzare comunicazioni radio, comprese quelle emesse da telefoni cellulari e satellitari. Con ogni probabilità è anche in grado di scattare foto e filmare movimenti a terra, al pari di un Predator.

di Fabrizio Colarieti per lettera43.it [link originale]

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