Caro Giovanardi

Con grande piacere ospito sul mio blog la lettera aperta inviata da Roberto Superchi, padre di una delle vittime della Strage di Ustica, al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi.

Egregio Sig. Giovanardi,

se non fosse che lei ha gia dei precedenti come raccontatore di barzellette e fregnacce, se non fosse che lei fa parte di un governo dell'assurdo, se non fosse che lei è abituato alle provocazione più becere, se non fosse che lei si chiama Giovanardi e non è il padre o un parente delle tragiche vittime di Ustica (e non glielo auguro) forse per queste sue esternazioni potrei anche farci una risata, ma si da il caso che io mi chiamo Roberto Superchi, sono il padre di Giuliana Superchi che a 11 anni ha smesso di vivere perchè si trovava su quel maledetto aereo nella tratta Bologna Palermo, su quell'aereo che lei con irresponsabile incoscienza dice sia stata messa una bomba, non tenendo conto che:

1) l'aereo è partito con due ore di ritardo e la bomba certamente questo non lo sapeva;

2) che la bomba a detta dei periti di parte (vs) è esplosa nella toilette ed io non ho mai visto che dopo una siffatta esplosione i wc e altro rimangono integri;

3) quando è in atto un attentato, o quando è avvenuto esso viene immediatamente rivendicato

Potrei continuare ad elencare incongruenze ma voglio fermarmi qui non prima di averle consigliato se vuole salvare la sua faccia e il suo partito (che per ora ne ha tanto bisogno) stia zitto per favore e si vergogni, ma parecchio!

Roberto Superchi

10 pensieri su “Caro Giovanardi

  1. LINDA

    Un curriculum tutto da rivedere: se nel 2010 riesce a mettere in discussione e a ferire nuovamente tutti i parenti delle 81 vittime della strage di Ustica mettendo in discussione le varie sentenze e processi di questi 30 anni, il suo curriculum è discutibile… dovrebbe dare supporto alle povere vittime di questa strage, cioè alle persone che piangono ancora i proprio cari, quelli che non hanno una tomba per poter piangere i propri cari, quelli che hanno una tomba dove si trova forse il proprio caro o solo un pezzo di carne all’interno di quell’ ossario.
    Mi riferisco alla mancanza delle istituzioni in questi 30 anni dove nessuno è mai venuto a bussare alla porta di noi poveri sfortunati che avevamo uno più parenti in quel volo, di sicuro non avremmo voluto mai essere partecipi a questa disgrazia come tutti quelli che ancora oggi sentono parlare di Ustica, ma purtroppo ci troviamo ancor oggi ad ascoltare persone come lei che pur di parlare di qualcosa, osano profanare ancora una volta il nostro dolore SENZA CONCRETEZZE.
    mi sembra di aver letto sul suo curriculum che lei è ministro alle politiche in favore della famiglia in ogni ambito e a garantire la tutela dei diritti della famiglia in tutte le sue componenti e le sue problematiche generazionali, promuove intese in sede di Conferenza unificata relative, tra l'altro, allo sviluppo del sistema territoriale dei servizi socio-educativi, alla riorganizzazione dei consultori familiari, alla qualificazione del lavoro delle assistenti familiari
    -fornisce supporto, unitamente alle altre amministrazioni centrali dello Stato competenti, all'attività dell'Osservatorio nazionale per l'infanzia e l'adolescenza e del Centro di documentazione e di analisi per l'infanzia e l'adolescenza.
    vorrei saper oggi di chi è a favore!!!!
    Una bomba o un missile, si è accorto che qui ancora su questa terra ci sono persone che cercano di sopravvivere questa disgrazia e che ha rovinato la vita a tante persone senza un perché?
    Perché non viene lei a bussare alla nostra porta e a chiederci come stiamo e se tutti i nostri diritti sono compiuti, ma specialmente, invece di mettersi a polemizzare , venga a guardarci negli occhi quando parla di Ustica, capirà che come lei ne abbiamo ascoltate troppe di chiacchere, e specialmente in campagna elettorale, che si chiami destra o sinistra vi siete presi gioco dei nostri dolori, siamo stanchi di sentire chiacchere, NOI, SIAMO COLPEVOLI DI ASCOLTARE ANCORA LE VOSTRE INSINUAZIONI, COME SE AVESSIMO SCELTO NOI QUESTO DESTINO, COME SE AVESSIMO SCELTO NOI DI SOPPORTARE LE VOSTRE POLITICHE STRUMENTALI…. E VOI DI COSA SIETE RESPONSABILI?

    Abbiate rispetto per noi superstiti del 2010.
    LINDA

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  2. admin

    USTICA:SUPERCHI, GIOVANARDI CI DIA NOMI NON IPOTESI SMENTITE (ANSA) - ROMA, 22 NOV - «Carlo Giovanardi invece di proporci vecchie ipotesi già smentite ci faccia i nomi o se non li conosce stia zitto». Roberto Superchi, padre di una delle vittime della strage di Ustica, risponde con parole molto dure al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi che oggi ha riproposto l'ipotesi della bomba a bordo del Dc9 Itavia. «Se non fosse che lei ha già dei precedenti come raccontatore di barzellette e fregnacce, se non fosse che lei fa parte di un governo dell'assurdo, se non fosse che lei è abituato alle provocazione più becere, se non fosse che lei si chiama Giovanardi e non è il padre o un parente delle tragiche vittime di Ustica (e non glielo auguro) forse per queste sue esternazioni potrei anche farci una risata, ma si dà il caso - sostiene - che io mi chiamo Roberto Superchi, sono il padre di Giuliana Superchi che a 11 anni ha smesso di vivere perchè si trovava su quel maledetto aereo nella tratta Bologna-Palermo, su quell'aereo su cui lei con irresponsabile incoscienza dice sia stata messa una bomba, non tenendo conto che: 1) l'aereo è partito con due ore di ritardo e la bomba certamente questo non lo sapeva; 2) che la bomba a detta dei periti di parte (vs) è esplosa nella toilette ed io non ho mai visto che dopo una siffatta esplosione i wc e altro rimangono integri; 3) quando è in atto un attentato, o quando è avvenuto esso viene immediatamente rivendicato». Superchi aggiunge: «Potrei continuare ad elencare incongruenze ma voglio fermarmi qui non prima di averle consigliato se vuole salvare la sua faccia e il suo partito (che per ora ne ha tanto bisogno) stia zitto per favore e si vergogni, ma parecchio!». (ANSA)

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  3. admin

    USTICA: GIOVANARDI DAVANTI AL RELITTO, NON CI FU BATTAGLIA FU UNA BOMBA;PER BONFIETTI E INTIMIDAZIONE A PM,E VISITA A MUSEO (ANSA) - BOLOGNA, 22 NOV - Il 27 giugno 1980 81 persone morirono perchè una bomba esplose nella toilette di coda del Dc9 Italia su cui viaggiavano. Carlo Giovanardi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, ha ribadito in conferenza stampa a Bologna quanto già detto in passato: non ci fu battaglia aerea sui cieli di Ustica, nessun missile, nessun aereo radente fece collassare il velivolo civile. Ma che il senatore sostenga questa tesi, è noto. Ad urtare la sensibilità del Pd ma soprattutto della presidente dell'associazione dei parenti delle vittime Daria Bonfietti, sono i luoghi scelti per dirlo: la Prefettura e il Museo della Memoria che ospita il relitto. Un luogo, quest'ultimo, dove si è spostata (dopo la conferenza) la delegazione di esperti che accompagnava Giovanardi. Una presenza, davanti alla fusoliera circondata dagli 81 specchi neri e sussurranti voluti dall'artista francesce Christian Boltanski, bollata da Bonfietti come «assolutamente indignitosa». «Lì dentro non ci vogliano altre parole - ha detto - Tutte quelle che sono state dette sono assolutamente ultronee e offensive per la memoria dei nostri cari». Anche lei, come il Pd, poi non ha apprezzato che per l'incontro stampa si sia scelta la Prefettura. Giovanardi in conferenza stampa aveva spiegato che «non capisco dove è l'offesa quando si portano contributi alla verita». Accanto a lui Aurelio Misiti, che guidò il collegio peritale del giudice Rosario Priore. Misiti ha ricordato che le conclusioni della perizia hanno escluso il missile e il passaggio radente di altri aerei. Ad ascoltare le sue conclusioni, arrivati apposta da Montegrotto (Padova), i fratella Lachina che persero, appena ragazzi, i genitori. «È una vergogna, siamo stanchi - ha detto Elisabetta - A chi devo credere in questa Italia? A Priore o a lei o a Cossiga?» ha detto a Giovanardi. Perchè la sentenza-ordinanza di Priore del '99, ricorda con forza Bonfietti, «dice che il Dc9 è stato abbattuto all'interno di un episodio di guerra aerea». Un presupposto giuridico non inficiato, sottolinea, dalle successive assoluzioni dei generali accusati di aver depistato le indagini. Ricorda Bonfietti che lo stesso Priore bollò la perizia del collegio Misiti come «inutilizzabile» perchè «affetta da vizi». Quello che succede oggi, per Bonfietti, è solo «una intimidazione a chi indaga». Cioè ai pm di Roma che sulla base delle dichiarazioni di Cossiga hanno riaperto le indagini. E chiesto rogatorie internazionali ai paesi interessati, firmate dal ministro Alfano. «Ci hanno gia risposto tante volte - ha detto Giovanardi in conferenza stampa - e il ministro, se lo chiede l'autorità giudiziaria, ha l'obbligo di firmare». (ANSA)

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  4. admin

    USTICA: BONFIETTI,DA GIOVANARDI INTIMIDAZIONI A MAGISTRATURA PERITI CHE ERANO CON LUI?SCONFESSATI DALLO STESSO GIUDICE PRIORE (ANSA) - BOLOGNA, 22 NOV - La conferenza stampa convocata da Carlo Giovanardi per ribadire che a causare l'inabissamento del Dc9 Itavia fu una bomba è una «intimidazione alla magistratura che sta indagando». È netta la presidente della associazione dei parenti delle vittime di Ustica, Daria Bonfietti. «I magistrati hanno chiesto con rogatoria delle risposte ai paesi interessati (Francia, America e Libia). Il Governo ha firmato le rogatorie. Invece di lottare per farsi dare più in fretta le risposte, guarda caso si fa questa confusione». «Mi chiedo se il Governo sapeva della presenza del sottosegretario - ha detto parlando della sede scelta, la Prefettura - e delle cose che sarebbe venuto ad esprimere». Bonfietti ricorda che la sentenza del '99 del giudice Priore è conclusiva: «dice che il Dc9 è stato abbattuto all'interno di un episodio di guerra aerea». Per la presidente, Giovanardi e i «generali che si porta dietro», «mentono sapendo di mentire». Misiti, ha spiegato riferendosi al perito che accompagnava il sottosegretario, «era presidente della commissione peritale del giudice Priore, e da lui già bocciato. Priore a metà degli anni '90 gli ha detto della perizia 'non è valida, non la considero, è affetta da tanti e tali vizi che la ritengo inutilizzabilè». Quanto all'assoluzione dei generali imputati di alto tradimento per la vicenda, Bonfietti ha ricordato che «non erano processati perchè c'era stata una battaglia aerea, ma per non aver detto quello che avevano saputo alle autorità». Andarono a giudizio, ha spiegato perche «parlavano di cedimento strutturale. Non era vero, e loro dovevano capirlo dai tracciati che avevano in mano». Non erano a processo «per aver abbattuto un aereo, ma per aver detto le bugie. Ora - ha concluso - non le hanno dette? Bene, ciò non mette in discussione le cause della vicenda. In quel processo si dava per presupposto la sentenza del '99. Si chiedeva solo agli indagati cosa avessero visto». Infine, per Bonfietti, la visita (fatta da Giovanardi e dalle persone presenti alla conferenza stampa) al museo dove è conservata la carlinga, è «assolutamente indignitosa, fuori da ogni commento. Questa città ha ospitato il Museo per la memoria con dentro il relitto, con un'istallazione che dialoga con il Dc 9. Credo che lì dentro non ci vogliano altre parole. Tutte quelle che sono state dette sono assolutamente ultronee e offensive per la memoria dei nostri cari».(ANSA)

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  5. admin

    USTICA: VELTRONI, GIOVANARDI FA DEPISTAGGIO, CHIEDA SCUSA (ANSA) - ROMA, 22 NOV - « È davvero gravissimo che Carlo Giovanardi, ministro della Repubblica, continui nella sua incessante azione di depistaggio lungo la strada della completa verità e giustizia per una strage in cui persero la vita 81 persone. Giovanardi non solo oggi ha compiuto un ennesimo atto di inquinamento politico ma lo ha fatto anche dopo aver visitato il Museo della Memoria, luogo che tiene vivo il dolore e il ricordo di quella tragedia, compiendo un gesto che davvero ha il sapore di una inaccettabile provocazione soprattutto nei confronti di tutti i familiari delle vittime». Ad affermarlo l'ex segretario del Pd Walter Veltroni. «Ormai - sottolinea - è noto che quella notte nei cieli sopra Ustica si svolse un'azione internazionale di guerra. E sono molti gli attori che dovrebbero contribuire all'accertamento di ogni particolare. In questo senso è necessario che il governo italiano compia tutti i passi utili non solo in sede Nato ma anche nei confronti del governo libico. La speranza di verità di tutto il Paese era stata del resto pienamente interpretata solo pochi mesi fa dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che, in occasione del Giorno della Memoria, aveva richiamato per la tragedia di Ustica »intrecci eversivi e anche intrighi internazionali che non possiamo non richiamare, insieme con opacità di comportamenti da parte di corpi dello Stato, ed inefficienze di apparati e di interventi deputati all'accertamento della verità. Di fronte alle parole del Capo dello Stato, credo che Giovanardi dovrebbe come minimo chiedere scusa ai familiari delle vittime di Ustica«. (ANSA)

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  6. Nino

    Ma sig. Superchi, mi trova un attentato commissionato da Gheddafi che sia stato rivendicato? Eppure la bomba sul DC 10 Airfrance è risultato da primo e secondo grado in Francia, che sia stata materialmente sistemata a bordo dal Colonnello Jalloud, capo dei servizi segreti Libici e cognato di Gheddafi. Un aereo esploso in volo sul Niger, come vendetta di Gheddafi per l'intervento della Legione straniera a Ndjamina, nel Ciad che Gheddafi si stava annettendo. Una condanna all'ergastolo e non per un processo indiziario, ma con prove certe! Nel 1980, Gheddafi si stava annettendo l'Isola di Malta e fu l'intervento Italiano a impedirlo. Il Ministro Zamberletti scrisse anche un libro su questa vicenda e la bomba di Bologna esplose in contemporanea alla firma del trattato Italo Maltese a Lavalletta. Se non è una firma per rivendicazione questa... Eppure, grazie ai suoi amici in Italia e al loro potere di depistare le indagini, nessun avviso di garanzia ha mai sfiorato il Colonnello. La strage di Bologna fu una strage fascista. Due anni dopo, poi, esplose una bomba nella stazione di Marsiglia, stesso esplosivo e anche in quel caso una valigia in sala d'aspetto, 51 vittime ...la logica vuole che siano stati gli stessi, cioè, i neofascisti Italiani. Se sono stati loro in Italia, dovrebbero essere stati loro anche a Marsiglia viste le modalità di esecuzione identiche. Oltretutto, le stesse mani misero diverse valigie esplosive di semtex TNT T$ di fabbricazione Cecoslovacca nei TGV (Treni alta velocità) Francesi Parigi Lione e Marsiglia. Anche questi eseguiti dai neofascisti Italiani? La verità è, invece, che furono arrestati uomini della Separat, la rete terroristica di Carlos, lo sciacallo, che era rifugiato a Tripoli ed eseguiva ordini di Gheddafi per i suoi attentati. Minacciò la Francia se non avessero liberato i suoi uomini altrimenti ...bombe! Thomas Kramm uno dei suoi, dormì nell'hotel davanti alla stazione di Bologna la notte tra l'1 e il 2 Agosto 1980, ma qualcuno si è preoccupato di fermarlo o di sentirlo? No! Su indicazione di Cossiga cercarono tutti i neofascisti perchè era, lo disse Cossiga in piazza a Bologna, una bomba fascista. Ma in realtà era una bomba Libica, come tutte le altre. Se avessi avuto parenti tra le vittime di Ustiuca, mi indignerei contro lo Stato per queste protezioni e per gli affari che facevano allora come oggi con un assassino, non perchè non cercano portaerei USA e Francesi nascoste nel Tirreno.

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  7. Carmelo Marcello

    Carissimo, per così dire On. Giovanardi:
    Innanzi tutto, desidero rammentarLe che Ella e tutti i componenti del suo partito, non avete la minima idea di cosa è stato ed è attualmente la strage di Ustica, le rammento avvenuta il 27 giugno 1980 alle ore 20.59.45. lei si deve soltanto vergognare di quello che va dicendo in giro, inconsapevole di poter parla a senso unico senza aver la possibilità di essere controbattuto.... Non Le sembra troppo comodo? Io posso dirle che mi sono occupato della vicenda fin dal 1980, e ho raccolto delle prove ( dimendicavo Lei non sa cosa sono le prove), degne di rilievo; posso soltanto dirLe, assicurarle e consigliarLe che prima di di aprire la bocca si assicuri che sia collegata al "cervello" altrimenti si rischia l'ipocresia nel vero senso grammaticale della parola. Non desidero aggiungere altro, in fondo Le sa bene che il mercante vende quello che ha e non quello che non ha.
    Carmelo Lo Curto – Ha fatto parte della Polizia di Stato, impiegato per diversi anni, nella Divisione Polizia Giudiziaria e Investigativa. Si é classificato al primo posto al corso sottufficiali della Polizia di Stato presso la Scuola di Nettuno (Roma), ove ha anche svolto attività sportiva nelle marziali del Judo, conseguendo la cintura nera.
    La lunga esperienza, quale collaboratore di Istituti di Investigazioni Private, con eccellenti risultati e, l’interesse maturato nel corso degli anni, senza secondi fini, ma esclusivamente dal lato umano, nella strage di “Ustica”, avvenuta il 27 giugno 1980, nel basso Tirreno, affinché quelle 81 vittime non vengano invano sacrificate sull’altare di ignobili interessi internazionali, ha spronato lo stesso nella ricerca delle ipotetiche ipotesi circa l’abbattimento del DC9 Itavia, quale quella specifica del “missile”, senza tralasciare anche quella della “bomba”, alla stesura del presente “dossier Ustica” ovvero L’ottantaduesima vittima “La strage della verità”.
    Il dossier da me raccolto ha solo ed esclusivamente lo scopo ed il fine per la ragione ed i fatti narrati, affinché quelle 81 vittime innocenti, associate alle 13 persone decedute perché a conoscenza dei fatti, non finiscano nel dimenticatoio, sacrificate sull’altare degli ignobili interessi politici, militari e, non per ultimo economici, perpetrate da apparati deviati dello Stato che, ancora oggi, si ostinano a dire la verità, trincerandosi in un assoluto tanto quanto caparbio mutismo, irrispettoso di ogni regola e norma persino anche della vita umana.
    Tutto ciò senza puntare il dito sulla Francia ed altri Stati che sapevano, sanno ed hanno sempre taciuto, ma sulle persone e quegli apparati deviati e dei governi dell’epoca che, nel 1980, si sono resi responsabili della strage. Ciò nonostante, l’autore, non intende manifestare odio o segni di intolleranza verso alcun stato come: Francia, USA, Israele, Libia, e non per ultima, anche l'Italia.
    L’impegno in questo dossier è stata un’ardua impresa, quando in particolar modo si devono affrontare forze molto potenti. Lei questo argomento credo che lo conosce molto bene. Una vera è propria battaglia che, richiede, un’enorme coraggio, specialmente se si tenta di far emergere una verità scomoda che si scontra con grossi interessi internazionali politici, ma soprattutto militari ed economici.
    Il preciso scopo del sottoscritto è quello che, malgrado tutto quello che si è detto e raccolto sulla strage di “Ustica”, le autorità preposte, non cerchino di occultare con il solito ostinato silenzio questa ipotesi, ritenuta inequivocabilmente la “verità” sulla strage di Ustica.
    L’abbattimento del DC9 Itavia IH 870, era, è lo è ancora, una terribile storia che ha coinvolto potenze militari straniere sempre più determinate a impedire l’emergere di responsabilità inconfessabili, suscettibili di creare seri problemi alle loro diplomazie.
    Se dopo tutto ciò, si vuole insistere ancora sulla tesi della responsabilità lieve per semplice colpa, o della bomba come Lei afferma, senza aver il minimo concetto dell'effetto blast della stessa nella strage di Ustica, spieghino allora, le Autorità preposte, ed i tempi sono maturi per l’opinione pubblica, siamo nel 2011, da che è scaturita la necessità di depistare, occultare, falsificare, persino uccidere, la decisione ad oltranza e di lanciare volgari accuse di protagonismo contro coloro che, avevano solo avvertito il dovere morale e umano, di testimoniare da uomini liberi.
    Marcello

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