Rubinetteria aggredita dalla ruggine, sanitari usati, pareti bucate e un forte odore di vecchio. Si sarebbe presentato così, agli occhi di un allevatore di Amatrice, che lo attendeva da mesi, il container 'Mapre' in cui dovrebbe vivere in attesa della 'casetta' di legno. A denunciare il disservizio è stato lo stesso sindaco del comune reatino colpito dal sisma della scorsa estate, Sergio Pirozzi, dalle colonne dell'edizione reatina de "Il Messaggero". "Sto facendo fare le verifiche e se le cose stanno davvero così anche alla Regione Umbria conosceranno chi è Sergio Pirozzi", aveva detto spiegando di aver riscontrato che il container, fornito dall'Umbria, era evidentemente usato. Dose poi rincarata nel corso di un intervento a Sky Tg24. "C'è stata una gara della Regione Umbria - ha aggiunto il sindaco di Amatrice -, non conosco la ditta che ha fatto i lavori, ma non è giusto che siano stati montati sanitari non nuovi. Ho ricevuto delle segnalazioni e oggi abbiamo fatto un sopralluogo. Gli allevatori non sono cittadini di serie C". Il sopralluogo dei tecnici della Regione Lazio e della Protezione civile nazionale, accompagnati dal responsabile del Coi di Amatrice e Accumoli e dal sindaco di Amatrice, è avvenuto nel pomeriggio. ...continua a leggere "Ad Amatrice sos per un container usato. La Regione Lazio diffida la ditta"

"Fate presto o non rimarrà più nulla in piedi". Il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, lo aveva ripetuto più volte nelle ultime settimane, quasi presagendo quanto è finora avvenuto. La terra non ha mai smesso di tremare da quella terribile scossa delle 3:36 del 24 agosto 2016 e, ogni volta, Amatrice ha perso un pezzo della sua storia. Nella zona rossa sono rimasti miracolosamente in piedi, ma gravemente lesionati, pochi simboli: la Basilica di San Francesco, edificata tra la fine del XIV e gli inizi del XV secolo, la chiesa di Sant'Agostino, eretta dai monaci Agostiniani nel 1428, e la torre civica di Corso Umberto I, risalente al XIII secolo. Tutti pesantemente segnati, ma anche graziati, dalle scosse di terremoto più forti, quelle del 24 agosto, del 30 ottobre e del 18 gennaio scorso, e da centinaia di eventi sismici più piccoli. Questa mattina si è verificato l'ultimo crollo. Alle 6:10, un terremoto di magnitudo 3.8 localizzato dall'Ingv a poche centinaia di metri in linea d'aria dalla zona rossa, ha fatto collassare la parete destra della chiesa di Sant'Agostino. La sequenza di 4 scosse del 18 gennaio aveva già abbattuto la torre campanaria. ...continua a leggere "Corsa contro il tempo per salvare i simboli di Amatrice"

"Non possono pensare che con un fax si lavano la coscienza. E' come se ti piomba in casa un pompiere, ti dice che c'è un incendio e poi se ne va e ti lascia solo". Paolo Trancassini, il sindaco di Leonessa, il comune del Reatino già colpito dal terremoto di agosto e ottobre che ha preso alla lettera il parere della Commissione Grandi rischi chiudendo le sue tre scuole 'sine die', non ha cambiato idea. "Aspettiamo delle risposte, non si lasciano soli gli amministratori locali. Le scuole restano chiuse, ho dato incarico a un ingegnere e a un geologo di verificare se sono in sicurezza e di rispondere a una sola domanda: in caso di una scossa magnitudo 7 cosa accadrebbe?". Così Trancassini, un tempo assediato da delibere e burocrazia, ora si ritrova a fare i conti con ansie e terrore legittimi dei suoi concittadini: "ora - spiega - amministro anche la loro paura". A Leonessa, mille metri sopra il mare e 2800 abitanti distribuiti su 36 frazioni, c'è la neve, gli impianti di Campo Stella sono aperti e c'è anche chi scia. Un'apparente aria di normalità ma tutti hanno ben chiaro di vivere su una faglia dormiente in "zona 1", cioè in un luogo che è considerato ad altissimo rischio sismico. "Certo che lo sappiamo che qui è pericoloso - racconta una residente - lo abbiamo sentito molto forte il terremoto e tutto questo allarme di certo non aiuta a vivere sereni". ...continua a leggere "Leonessa chiude le scuole. Il Sindaco: «amministro la paura»"

Che cosa è accaduto tra gennaio e ottobre 2016, cioè nel periodo trascorso tra il momento in cui una società privata scova in una mail indirizzata all’Enav un pericoloso malware e il momento in cui la Polizia postale blocca il colossale sistema di cyberspionaggio messo in piedi dai fratelli Giulio e Francesca Maria Occhionero?
È uno degli aspetti ancora poco chiari dell’inchiesta avviata dalla procura di Roma sul conto dei due spioni romani arrestati il 10 gennaio scorso. Per quanto se ne sa, pur comprendendo le esigenze investigative e i tempi di risposta in indagini tecniche così complesse, gli inquirenti avrebbero impiegato tutto questo tempo prima di bloccare l’attività illecita, con modalità che, tra l’altro, potrebbero aver messo seriamente a rischio l’indagine stessa. Circostanza, quest’ultima, che, addirittura, potrebbe avere legami diretti con la vicenda dell’allontanamento del direttore della Polizia postale Roberto Di Legami.
Dall’ordinanza di arresto dei fratelli Occhionero emerge che l’inchiesta è nata grazie agli accertamenti svolti da un soggetto privato, la società Mentat Solutions, che allertata da Enav Spa, scopre l’attività di spionaggio. Poi la palla passa nelle mani degli investigatori del Cnaipic della Polizia postale. Mentat Solutions è una società molto stimata che si occupa di sicurezza informatica. ...continua a leggere "Occhionero, spionaggio, arresti. I tempi dell’inchiesta e le domande senza risposta"

Ma come hanno fatto Giulio e Francesca Maria Occhionero, i due fratelli romani arrestati il 10 gennaio dalla Polizia con l’accusa di cyberspionaggio, ad ottenere le credenziali Apple Id dell’IPhone dell’ex premier Matteo Renzi se il malware impiegato – EyePyramid – è programmato per captare dati solo da dispositivi Windows?
Al momento nessuno è riuscito a dare una risposta precisa a questa domanda. Dalla lettura degli atti emersi fino a questo punto sembrerebbe un argomento non esplorato nemmeno dagli investigatori del Cnaipic che hanno ricevuto la delega dal pm Eugenio Albamonte. Ma gli interrogativi rimasti in sospeso, che circondano gli episodi di spionaggio elettronico contestati ai due fratelli, sono molti.
Una parte della storia è ancora custodita all’interno dei server che i due avevano noleggiato negli Stati Uniti. Lì dovrebbe nascondersi i dati “rubati”. È in corso una procedura di rogatoria internazionale che consentirà all’autorità giudiziaria italiana di agire con pieni poteri nei confronti delle società di hosting che, pochi giorni prima dell’arresto dei fratelli Occhionero, hanno ricevuto l’ordine dai “clienti” di scollegare quei server. Quando gli inquirenti, nel corso di una perquisizione dello scorso ottobre, hanno provato ad accedere a quel contenuto i due indagati si sono rifiutati di consegnare le password. In un caso proprio Francesca Maria Occhionero digitava deliberatamente delle password sbagliate provocando il blocco del sistema. ...continua a leggere "Occhionero ha davvero spiato l’Iphone di Renzi? Domande, risposte e dubbi"

Venticinque nuclei familiari, sfollati dal sisma che devastò Amatrice la notte del 24 agosto scorso, tra poche settimane riavranno una casa tutta loro, seppur provvisoria. Sono state assegnate, a sorteggio, le prime 25 'casette' che il Consorzio Cns-Sae ha realizzato, e sta ultimando, a Campo Lazio, la prima area di accoglienza ad essere allestita a poche centinaia di metri dalla zona rossa di Amatrice. L'estrazione si è tenuta questa mattina, nella sede del Coi, alla presenza del sindaco Sergio Pirozzi e di un notaio e ha visto l'assegnazione di 19 alloggi da 40 metri quadrati, 5 da 60 e uno da 80. Il criterio adottato dal Comune prevedeva una richiesta spontanea da parte dei cittadini che ne avevano strettamente bisogno. Per l'assegnazione di questo primo lotto di Sae hanno risposto 36 famiglie e hanno avuto priorità chi ha una disabilità del 100% o i nuclei familiari con persone di oltre 75 anni con almeno il 75% di invalidità. Le restanti famiglie dovranno attendere l'ultimazione del secondo lotto nella vicina frazione di Villa San Cipriano. Tra le famiglie che potranno andare negli alloggi ci sono soprattutto anziani, agricoltori e allevatori che in questi mesi sono rimasti ad Amatrice vivendo in roulotte e container. Tra loro anche una famiglia che nel frattempo si era trasferita a Montereale, altro comune tuttora colpito dal terremoto e dalla tanta neve delle ultime settimane. Soddisfatto Pirozzi, secondo il quale "Amatrice ha dimostrato di essere una comunità forte". ...continua a leggere "Assegnate a sorteggio le prime 25 “casette” di Amatrice"